Il ventesimo compleanno di Google Traduttore è passato in sordina, senza torte né grandi annunci da parte di Mountain View. Eppure sarebbe un errore pensare che il servizio non conti più nulla per bigG. Le mosse degli ultimi mesi raccontano il contrario, e adesso ad affacciarsi è un restyling dell’interfaccia, almeno per chi usa lo smartphone.
Basta guardare a cosa è arrivato di recente. La correzione della pronuncia affidata all’intelligenza artificiale, per esempio. Oppure l’integrazione di Gemini, pensata per far capire all’app anche le espressioni più colloquiali e i modi di dire che di solito mandano in tilt i traduttori automatici. Segnali chiari di un prodotto ancora vivo, tutt’altro che dimenticato.
Come cambia l’interfaccia su Android
Il nuovo look è stato pescato dentro il codice della versione 10.25 dell’app per Android. Due gli screenshot emersi, uno dei quali in tema scuro, e la differenza rispetto a oggi si nota subito. I pulsanti per scegliere le lingue si spostano verso l’alto. In fondo, invece, trovano posto i tasti che aprono le varie funzioni dell’applicazione, quindi la traduzione classica, quella in tempo reale durante le conversazioni, l’attivazione della fotocamera per le traduzioni visuali e la modalità pratica.
C’è poi l’area dove digitare il testo da convertire, che scende nella parte bassa dello schermo. Oggi occupa quasi tutto lo spazio, mentre nella nuova versione lascia spazio, sopra, ad alcune azioni suggerite in base alle attività più recenti. Un modo per rendere il tutto più immediato, senza dover cercare troppo. Al momento questa nuova UI non è ancora attiva. L’impressione, però, è che manchi poco. Con ogni probabilità il team è impegnato in una fase di test prima di far arrivare le modifiche a tutti gli utenti.
La modalità Pratica e il futuro della versione desktop
Un capitolo a parte merita la modalità Pratica, che al momento viaggia ancora in beta. Curioso però che negli screenshot condivisi l’etichetta che segnalava questa fase sperimentale sembri sparita. La funzione è arrivata da poco e serve a esercitarsi nelle conversazioni, un po’ sulla scia di quello che fanno le app dedicate all’apprendimento delle lingue, tipo Duolingo e simili. Tutto questo, come detto, riguarda l’interfaccia mobile. Discorso diverso per la versione desktop di Google Traduttore, ferma da tempo. L’ultimo intervento davvero rilevante sul suo layout risale al 2018, ormai parecchi anni fa.