La notizia che ha fatto tremare gli appassionati riguarda i giochi su disco, quel supporto fisico che milioni di giocatori hanno collezionato negli anni e che secondo Sony avrebbe i giorni contati. L’azienda giapponese ha annunciato che il tramonto del formato fisico è previsto per il 2028, e da quel momento è calato uno strano silenzio che sta facendo discutere quanto la notizia stessa.
Non si parla d’altro in queste ore. La decisione di mettere una data di scadenza al supporto fisico ha acceso reazioni di ogni tipo, tra chi la considera un passo inevitabile verso il digitale e chi invece vede sfumare una parte importante della propria esperienza da giocatore. Le collezioni, gli scaffali pieni di custodie, la possibilità di prestare o rivendere un titolo. Tutto questo, stando all’annuncio, avrebbe una scadenza precisa.
Un comunicato e poi il vuoto sui social
La cosa che ha sorpreso di più non è tanto il contenuto quanto quello che è successo dopo. Una volta pubblicato il comunicato, Sony si è chiusa a riccio. Sui suoi canali social non è più comparso nulla, come se dopo aver lanciato la bomba avesse deciso di sparire dai radar. Un silenzio stampa che va avanti ormai da quasi una settimana e che non fa che alimentare le chiacchiere.
C’è chi legge in questa mossa una scelta ben precisa, una strategia per lasciare che le acque si calmino prima di tornare a comunicare qualcosa. E c’è chi invece interpreta l’assenza come un segnale di prudenza, quasi che l’azienda stessa fosse sorpresa dalla portata delle reazioni. Fatto sta che, mentre la community continua a discutere animatamente sul destino dei giochi fisici, dall’altra parte regna un mutismo che pesa.
Il 2028 sembra lontano, eppure basta poco perché una notizia simile faccia scattare timori e polemiche. Per molti appassionati il disco non è soltanto un modo per far girare un videogioco, ma un pezzo di identità legata al collezionismo e al possesso reale di ciò che si acquista. Il passaggio verso un mondo interamente digitale, per quanto già ampiamente in corso da anni, viene vissuto da una fetta di pubblico come una perdita. Nel frattempo Sony resta immobile. Nessun chiarimento, nessuna precisazione, nessuna risposta ai commenti che si moltiplicano. Un comportamento che, in un momento del genere, appare quasi assordante. E finché l’azienda non deciderà di rompere questo lungo silenzio, la discussione continuerà a girare attorno a quell’unico comunicato che ha aperto il vaso di Pandora.