Profezie apocalisse Maya, Medjugorie e Ezechiele: perché non bisogna crederci

Tra le tante credenze popolari e indotte da qualche spiegazione (spesso senza fondamento) scientifica, ce ne sono tantissime al giorno d’oggi. Tra queste quelle che sembrano più sulla bocca di tutti sono le profezie di antico stampo in merito alla fine del mondo. 

Sembra quasi irriverente non citare i Maya, antico popolo che ha parlato in più casi di apocalisse, o magari Ezechiele e il sacro luogo di Medjugorje. In tanti tendono a dare credibilità a tutto ciò, soprattutto a causa della situazione attuale in cui il pianeta versa. L’innalzamento delle maree, lo scioglimento dei ghiacci e la temperatura che non fa altro che salire. Sono proprio questi i quid in più che possono avvalorare gli antichi scritti.

 

Fine del mondo secondo e profezie: perché bisogna non credere a tutto ciò che l’antichità ha tramandato fino ad oggi

La prima profezia a cui non bisogna assolutamente credere è quella descritta dai Maya. Già nell’ormai non più recente 2012, quanto detto dal popolo antico non è accaduto. Si prospettava infatti la fine del mondo, ma nulla è successo. A questo punto perché dar credito a qualcosa che già in passato non si è verificato?

A seguire la profezia di Medjugorje non è da meno, dato che annuncia la fine del mondo per via del peccato che ormai attanaglia la Terra. Dicerie inerenti chiesa, preghiera e antichi scritti che sono state smentite proprio dagli “addetti ai lavori” come sacerdoti e monaci.

Infine ecco la profezia delle profezie, quella di Ezechiele. Il profeta scrisse che la fine del mondo sarebbe arrivata non appena i pesci fossero arrivati nel Mar Morto. Alcune foto hanno dimostrato la presenza di fauna ittica proprio nel noto bacino che mai prima d’ora aveva ospitato forme di vita a causa della sua elevata costituzione salina.  Sono passati mesi da questi avvistamenti e per ora della fine del mondo manco l’ombra.