morire per un selfie

Una nuova sconvolgente notizia giunge dall’India. L’Institute of Medical Sciences di Nuova Delhi ha completato uno studio statistico sulle morti da selfie con i propri smartphone. In 6 anni, infatti, sono decedute oltre 259 persone nel tentativo di scattare un autoritratto fuori dal comune in situazioni o luoghi estremi.

Secondo lo studio indiano, la fascia di età più a rischio di questi incidenti mortali è compresa tra i 20 e i 29 anni (con 106 vittime sul totale). A seguire troviamo la fascia dei più giovani trai i 10 e i 19 anni (con 76 vittime), mentre l’ultimo intervallo di età tra i 30 e i 39 anni chiude con 20 vittime. Dividendo i morti per genere, i ricercatori hanno svelato che la maggior parte sono di sesso maschile (con 153 morti).

 

Selfie pericolosi: le cause e il senso di quelle morti

Proseguiamo l’analisi dei dati sul tipo di cause che hanno portato alla morte da selfie. Tra gli incidenti più comuni e accertati troviamo al primo posto l’annegamento; al secondo troviamo i morti investiti da mezzi di trasporto; infine, seguono gli incendi a pari merito con le cadute da grandi altezze. Ovviamente, nella maggior parte dei casi gli autori dei selfie sono morti per un’errata valutazione dei rischi.

Ora vi starete chiedendo come si può morire per un selfie, ma la realtà dei fatti va ricercata nella destinazione d’uso che ne facciamo. Purtroppo, e non servo io a svelarvelo, ricerche e fatti di cronaca ci mostrano che siamo talmente bisognosi di attenzione da usare i socila network non come specchio di noi stessi ma come vetrina. Quindi il fine ultimo di questi scatti “speciali” è pubblicarli sui social network per dare un’immagine di sé temeraria e altresì cool. 

Soprattutto, per cercare un’approvazione degli altri per noi stessi, da non confondere con il la bramosia racchiusa nella celebre frase di Warhol “in futuro tutti saranno famosi per 15 minuti“. Qui non si tratta di voler essere celebri.