Ormai la rete del futuro è alle porte, e già dalla metà del 2019 si cominceranno ad avere assaggi della connessione più veloce di sempre. Ma definire il 5G in questi termini appare estremamente riduttivo: concentrare il discorso sull’efficienza della sua connessione dati non sarebbe rispettoso delle reali proporzioni di questa rivoluzione.

Ma forse è proprio questo il problema, qui in Italia. Pur essendo pronti e avendo risposto in maniera estremamente positiva alla chiamata del 5G (come nel caso di Vodafone a Milano), non si è ancora colto, in realtà, come mettere a frutto le sue enormi potenzialità.

Si parla tanto dell’Internet of things, delle grandi frontiere della rete 5G, degli innumerevoli ambiti che essa andrà ad influenzare. Ma non si parla ancora di come, materialmente, queste immense possibilità troveranno modo di concretizzarsi.

Cosa manca in Italia: parla l’AD di Ericsson

A questo proposito, prende la parola l’amministratore delegato di Ericsson, Federico Rigoni, il quale esprime le proprie perplessità ai microfoni dei giornalisti che lo interpellano. Nella sua disamina, infatti, l’AD analizza quanto la rete 5G presenti una notevole discontinuità rispetto alle connessioni del passato.

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Mentre il 4G, ad esempio, rappresentava una sorta di implementazione rispetto alla connessione 3G precedente (così come anche la 3G costituiva l’upgrade del 2G), il network 5G parte da presupposti e da target molto differenti, come differenti sono anche gli ambiti di applicazione. Il 5G trova terreno fertile soprattutto nelle realtà industriali, a livello del business e nel contesto delle smart cities.

La sua versatilità permetterà di rivoluzionare settori dalla robotica alla medicina: questo implicherà anche che i servizi 5G vengano dati in gestione a società diverse e non necessariamente correlate alle telecomunicazioni.

Infine si pone un problema di saturazione della rete 4G: il traffico sta aumentando a tal punto che questa connessione non sarà più sufficiente, perché l’alto numero di utenti abbasserà notevolmente la qualità del trasferimenti. Insomma, l’arrivo del 5G è atteso e caldeggiato, ma non si è ancora certi se le sue potenzialità saranno sfruttate appieno.