LG, la divisione mobile va male

Il mercato mondiale degli smartphone è un’arena in cui alcune delle più grandi società del mondo combattono con le unghie e i denti per accaparrarsi l’attenzione dei consumatori e, naturalmente, per i soldi. Noi cerchiamo di seguire tutti i brand ma spesso ci si dedica a chi è al vertice invece di chi lotta a tutti i costi; come LG.

Proprio così, oggi non vogliamo parlarvi delle startup che creano un concept interessante che però non supera la fase di crowdfunding. Stiamo parlando dei big della tecnologia che sembrano aver perso la retta via. Nelle prossime settimane parleremo di diverse aziende, ma oggi cominceremo da LG e dalle cause che hanno rallentamento la sua crescita.

 

Tutta colpa del bootloop: un grosso problema per LG

LG è sempre stato un grade marchio di smartphone, soprattutto in Nord America, ma recentemente le cose non vanno bene. Mentre nel 2014 la divisione mobile godeva di vendite da record, nel 2018 i numeri uno del produttore hanno assistito ad un calo del 26% anno su anno degli smartphone venduti.

Il primo grave colpo alla reputazione di LG è arrivato nel 2015. Il suo fiore all’occhiello, il G4, ha avuto problemi di bootloop: lo smartphone moriva improvvisamente lasciando gli utenti non solo senza dispositivo ma facendogli perdere tutti i dati al loro interno visto che la riparazione prevedeva la sostituzione della scheda madre.

LG G4 e il caso LG bootloop

Sfortunatamente, molti dei G4 sostitutivi hanno avuto lo stesso problema, il che ha indotto comprensibilmente a non considerare mai più uno smartphone LG. Cercando di scuotere il mercato, con il G5 il produttore coreano ha puntato sulla modularità. Il dispositivo consentiva di collegare dei moduli per potenziare o avere nuove funzioni.

Anche se suona molto bene sulla carta, l’implementazione di LG non è stata sufficiente: i moduli intercambiabili sono stati pochi e poco apprezzati dagli utenti. Anche LG G6 non è stato un successo e questa volta per colpa dello Snapdragon 821 quando i concorrenti avranno già il più performante Snapdragon 835. Ad un prezzo praticamente identico.

 

LG ThinQ, alcune idee sbagliate

L’ultimo smartphone della serie, il G7 ThinQ, è un ottimo dispositivo. Ciò che non va bene, come avrete notato, è il suo nome. LG ha voluto contraddistinguere i device intelligenti dotati di algoritmi di intelligenza artificiale e in grado di dialogare con i dispositivi domestici di casa dello stesso produttore. Peccato che questo ha aggiunto solo confusione.

Non è nemmeno chiaro come dovrebbe essere pronunciato il marchio ThinQ. Qualche mese dopo l’uscita del top di gamma, si è scoperto che tutta la parte “intelligente” dello smartphone ha inciso sulla batteria che offre prestazioni inferiori alla media. Insieme alla serie G, LG ha iniziato a presentare top di gamma della serie V.

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LG G7

La serie LG V è stata costruita intorno alle esigenze degli utenti esperti e ha dato a LG l’opportunità di sperimentare. I primi due modelli (V10 e V20 ) avevano ad esempio un piccolo schermo secondario, posizionato a seguire del pannello principale, per l’accesso rapido alle applicazioni.

Peccato che a quei tempi furono accolti da pochi, forse perché erano anche piuttosto grandi rispetto ai loro concorrenti e non altrettanto belli. La possibilità di sostituire la batteria era un compromesso tra l’autonomia e l’assenza della resistenza all’acqua. Più avanti negli anni, la serie V ha perso i tratti distintivi e non si differenzia più molto dalla serie G.

Pensate che la mancanza di appeal da entrambe le serie, ha scatenato in rete la possibilità che il produttore li fonda in un’unica linea.

 

Tutte le altre colpe che mettono in difficoltà LG

Gli smartphone LG utilizzano Android come sistema operativo ma con interfaccia software personalizzata; sia nel design che nelle funzioni. E proprio sul fronte del software, LG lascia a desiderare a partire dal rilascio degli aggiornamenti che non arrivano mai. Il supporto software viene addirittura interrotto prima del previsto.

LG è posizionata al 16esimo posto tra i produttori di smartphone per quanto riguarda gli aggiornamenti software, secondo AOSMark. E l’interfaccia Android, non è la più obsoleta ma sicuramente non è l migliore. Il comparto multimediale ad esempio, è eccellente quando si parla di componenti ma lascia a desiderare nelle applicazioni.

LG V30S ThinQ: AI Cam

L’app fotocamera funziona ma spesso è troppo lenta. Lenta in modalità o particolari acquisizioni che la stessa LG ha implementato. Un altro punto debole per le ammiraglie di LG sono le fotocamere frontali che restituiscono selfie non paragonabili a quelli della concorrenza. E oggi, gli autoscatti, sono importantissimi.

e tutti sappiamo quanto alcune persone si preoccupino dei selfie. Nonostante queste vendite deludenti, LG si rifiuta di rivedere il prezzo dei suoi dispositivi. Senza avere nulla di entusiasmante da offrire rispetto alla concorrenza, l’azienda avrebbe potuto cercare di conquistare gli utenti partendo da un prezzo conveniente.

Al contrario, ha tenuto il passo con la tendenza a gonfiare i prezzi senza supportarli con caratteristiche interessanti che potrebbero attirare l’attenzione della gente. Per fortuna, ma questo succede con tutti, chi vuole uno smartphone del marchio può acquistarlo con una forte svalutazione solo dopo qualche mese.