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Google è stata chiamata in causa dal 2016 per la presunta scansione e il salvataggio dei dati biometrici di una donna, catturata involontariamente in 11 foto scattate da un utente di Google Foto su Android. La causa legale sulla privacy del riconoscimento facciale è stata appena respinta da un giudice di Chicago, che ha scoperto che la querelante non ha subito “lesioni concrete”, come riportato da Bloomberg.

Nella denuncia originale, la donna ha fatto causa a Google per aver caricato i suoi dati su Google Foto, dopo averla scannerizzata per creare un modello del suo volto senza il suo permesso. La causa di Google è uno dei tre casi rivolti a società tecnologiche di spicco che hanno presumibilmente violato la più severa legge biometrica sulla privacy degli Stati Uniti.

Cause contro Snapchat e Facebook ancora in sospeso

L’Illinois Biometric Information Privacy Act è stato a lungo un enorme ostacolo per le aziende tecnologiche che lavorano su iniziative di riconoscimento facciale. La legge richiede alle aziende di ottenere il permesso esplicito delle persone per effettuare scansioni biometriche dei loro corpi. Secondo la legge infatti, i cittadini dell’Illinois che ritengono che i loro diritti siano stati violati possono presentare cause legali. Le aziende, tra cui Google, Snapchat e Facebook, hanno dovuto affrontare diversi processi iniziati tra il 2015 e il 2016 per la presunta violazione della normativa.

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Altre cause legali sono ancora in corso. Ad aprile, un giudice federale ha stabilito che Facebook deve affrontare un’azione legale da parte degli utenti dell’Illinois in merito a delle accuse che riguardano l’utilizzo del riconoscimento facciale senza il consenso esplicito dell’utente. La funzione “suggerimenti tag” che offre agli utenti la possibilità di scopririe nuove persone suggerite in base ai loro volti in foto, presumibilmente viola la legge dell’Illinois.