Bufale

A quanto pare, in seguito ad uno studio eseguito da un gruppo di ricerca, quasi l’85 percento degli italiani non riesce a distinguere una notizia falsa (bufale) da una vera.

La ricerca, la quale è stata eseguita dal gruppo che si occupa dei mezzi di comunicazione di massa dell’università Suor Orsola Benincasa ha mostrato diverse novità, ma la più interessante è quella suddetta.

Guidati da Umberto Costantini, docente di Teoria e tecniche delle analisi di mercato, ed Eugenio Iorio, docente di Social media marketing, i ricercatori hanno analizzato il comportamento di un gruppo campione costituito da 1500 cittadini italiani e sono riusciti a raccogliere dati inerenti al livello di credibilità, fiducia e così via.

I risultati sconcertanti

A rendere ancora più interessante l’esito dell’esperimento è uno dei risultati ottenuti: a quanto pare il popolo italiano ha una vera e propria dipendenza da internet e dai social network, luogo più comune in cui trovare bufale.

Gli studiosi hanno assodato che il 95% del campione analizzato usa internet quotidianamente, che il 75% ne fa un uso pari a tre ore e il restante 20% naviga online per più di cinque ore al giorno. 

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Sono dati sconcertanti poiché fare un uso così elevato di internet ma specialmente dei social network, studiati per essere attrattivi e con colori mirati, porta anche a maturare dei disturbi del sonno pari all’insonnia.

“È innegabile che si tratti di dati inquietanti – ha spiegato Eugenio Iorio, docente e coordinatore scientifico della ricerca – perché in un’infosfera così configurata i cittadini/utenti, sprovvisti dei più elementari strumenti di analisi e di critica della realtà e privi di qualsiasi strumento di difesa, tendono ad avere una visione distorta della realtà, una visione sempre più prossima a quella desiderata dai manipolatori delle loro capacità cognitive”.

E sotto tale aspetto, ha preso parte all’intervento anche Mario Morcellini, commissario dell’AGCOM, il quale ha chiarito la questione affermando “Il quadro negativo emerso dal rapporto Infosfera lancia un forte allarme al quale possono e debbono rispondere le scuole e le università impegnandosi nella formazione di una coscienza critica nei giovani che sia più preparata al bombardamento mediatico a cui oggi si viene sottoposti in maniera indiscriminata e incontrollata”