Le 5 app più controverse che sono già state bandite da tutti gli storeRecentemente, in alcuni Paesi l’app Simsimi è stata rimossa dai suoi stessi sviluppatori dagli app store a causa di una polemica nata attorno ad un’accusa di blasfemia e del pubblico di giovani che ne fa uso. Il programma, tuttavia, non è stato rimosso ovunque nonostante le controverse reazioni degli utenti.

Stessa esperienza è accaduta – e non ci crederete mai – a WhatsApp che, in Brasile, ad esempio, è stato bloccato su tutto il territorio nazionale diverse volte per svolgere indagini penali. Non sono casi sporadici. Ve ne darà un’idea il seguente elenco che, in un modo o nell’altro, hanno avuto sorti analoghe. Queste app, per esempio, includono software che garantiscono l’invio di messaggi anonimi e servizi che consentono di monitorare il cellulare del partner o valutare le prestazioni dell’altro a letto.

 

1. Simsimi

Simsimi è l’ultimo caso di programma rimosso da alcuni app store. E questo dopo aver notato una crescente insoddisfazione degli utenti in un breve periodo di tempo. Questo è stato inevitabile perché l’app ha avuto un impatto sociale negativo significativo. Il chatbot, guidato da un personaggio carismatico, è stato accusato di aver inviato messaggi inappropriati. Grazie alla tecnologia dell’intelligenza artificiale, la mascotte ha imparato dalle risposte delle persone per incrementare il proprio database. Di conseguenza, minacce, parolacce e conversazioni a sfondo sessuale sono diventate costanti nell’applicazione. Per complicare ulteriormente le cose, la chat è stata molto popolare tra il pubblico dei bambini per il suo aspetto giocoso, anche se destinata a chi ha più di 16 anni. Tuttavia, coloro che hanno già scaricato l’app sullo smarthphone continuano ad accedervi senza problemi.

 

2. Secret

L’app Secret consentiva agli utenti di pubblicare e condividere segreti con gli amici in modo anonimo, nonché di divertirsi e commentare le confessioni di terze parti. L’idea sembrava promettente fino a quando la gente non ha iniziato a usarla per rivelare informazioni riservate di altri (compresi nomi e foto) e pubblicare bugie e contenuti razzisti e omofobi. Dopo diversi reclami, nell’agosto 2014, l’app è stata rimossa da tutti gli store.

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3. Sarahah

L’ app di Sarahah si basa su post anonimi che, come Secret, ha ottenuto un grande successo dopo la sua uscita. La differenza è che permetteva all’utente di vedere i messaggi di testo inviati solo a lui, a meno che non sceglieva di condividerli sui social network. Tuttavia, l’applicazione è stata travolta da polemiche per essere stata usata per praticare il bullismo. Nel gennaio di quest’anno, il programma è stato rimosso dall’App Store dallo stesso sviluppatore, ma è comunque possibile accedervi dal Play Store. Attualmente, il software non è più disponibile nello store di Google e il servizio è accessibile solo dalla versione web.

 

4. Lulu

Il controverso Lulu è stato un successo immediato, apparendo tra le app più scaricate già nelle prime settimane del suo lancio. Accettava la registrazione di sole donne e, attraverso il login di Facebook, era possibile visualizzare le foto degli amici sul social network e valutare anonimamente le loro prestazioni sessuali. Gli utenti potevano partecipare dando punteggi in base a qualità come il senso dell’umorismo, livello di romanticismo, difetti e altri aspetti della personalità. Ovviamente, molti degli uomini esposti dal programma non erano soddisfatti dell’app. Pertanto, il programma è stato sospeso.

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5. Valentine Tracker

Come suggerisce il nome, l’app Valentine Tracker consente all’utente di seguire i passaggi del proprietario del dispositivo su cui è stata installata l’app. Quando si invia un SMS al cellulare tracciato con il testo 1234, il numero registrato nell’applicazione riceve la posizione del dispositivo. Se il messaggio è 4321, la ragazza o il ragazzo ha accesso alle informazioni sulle chiamate fatte e ricevute sullo smartphone “stalkerizzato”. Nel 2013, il programma è stato rimosso dal Play Store con il pretesto che inviava informazioni dell’utente a sua insaputa.