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Tiene banco nelle ultime settimane la crisi societaria di Tim, argomento più volte trattato, ma con importante nuove dichiarazioni e sviluppi nella crisi societaria.

Tim: importanti sviluppi nella crisi societaria

Tim, l’operatore telefonico nazionale, da tempo unificatosi, almeno nel brand, con Telecom, non sta passando un gran periodo. Le azioni stanno andando in picchiata, hanno raggiunto 69 centesimi, e più volte si è parlato di una possibile cessione del controllo della rete. Ricordiamo, infatti, che l’azienda è posseduta al 23% da Vivendi e, stando ai documenti circolati in rete, il coordinamento spetta proprio alla corrispettiva realtà francese.

I dubbi sono moltissimi, sebbene gli utili siano fortemente in crescita, attorno alla società si è creato un’aura di dubbio, molto difficile da rimuovere. Nei mesi si sono succeduti ben 2 amministratori delegati, questo non giova ad un’azienda in difficoltà.

Il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, vuole vederci chiaro. Non è piaciuto la mancata notifica da parte di Vivendi, sul cambiamento di controllo in seno a Tim. Il ministro, a quanto pare, è molto amareggiato, sente tradita anche l’Italia. “Siamo stati trattati come la Guyana Francese”, afferma, “il nostro dovere è fare tutto il necessario per evitare che accada, siamo un paese serio, ed eserciteremo la Golden Power”.

Per questo motivo, nei prossimi giorni si terrà un incontro con l’AD di Tim, Amos Genish. L’amministratore, dal canto suo, ha sempre dichiarato che “vogliono mantenere il controllo dell’azienda”, è una realtà nazionale e così deve rimanere.

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La speranza è nell’intervento del Governo italiano, ma le elezioni sono imminenti. Difficilmente assisteremo a novità entro marzo 2018.