TecnoAndroid
  • News
  • Android
  • Scienza e Tech
  • Recensioni
  • Gaming
  • Curiosità
  • IA
  • Motori
  • Offerte
  • Telco
  • TV
  • Contatti
TecnoAndroid
  • News
  • Android
  • Scienza e Tech
  • Recensioni
  • Gaming
  • Curiosità
  • IA
  • Motori
  • Offerte
  • Telco
  • TV
TecnoAndroid
TecnoAndroid
  • TecnoAndroid – News e Recensioni Tech
  • Recensioni
  • Scienza e Tecnologia
  • Curiosità
  • Intelligenza Artificiale
  • News
  • Offerte
  • Operatori Telefonici
Copyright 2021 - All Right Reserved
Home Scienza e Tecnologia
Scienza e Tecnologia

Un chip impiantato sotto pelle: nuove frontiere IoT

scritto da Federica Vitale 21/02/2017 0 commenti 2 Minuti lettura
chip
Condividi FacebookTwitterLinkedinWhatsappTelegram
31

chip

Un Grande Fratello impiantato nella mano

TecnoAndroid · su Google

Seguici su Google e non perdere nulla

Aggiungi TecnoAndroid alle tue fonti preferite su Discover e segui il nostro profilo Google: le notizie tech più importanti arrivano direttamente sul tuo telefono.

Seguici su:DiscoverGoogleGoogle NewsTelegram

Un microchip di identificazione impiantato sotto la pelle è, per alcuni, il naturale passo successivo verso l’Internet delle Cose e una porta per un futuro in cui la tecnologia servirà l’essere umano, direttamente incorporata nel suo corpo. Per altri, una società che propone ai propri dipendenti di impiantarsi nel corpo una “capsula” per aprire le porte o accedere al computer significherebbe una perdita di libertà e di privacy. E, questo, in una gara per una società in cui la tecnologia al servizio dei governi e delle imprese servirà a controllare i cittadini.

“Non siamo il Grande Fratello e non siamo in grado di tracciare i nostri dipendenti con il chip (…). E’ solo un modo più semplice per aprire le porte o accedere al computer. E’ del tutto volontario“, ha detto Efe Tim Pauwels, Managing Partner NewFusion, una società belga specializzata in software di marketing digitale che vorrebbe un chip impiantato in molti dei suoi dipendenti.

Il dispositivo, simile a quello utilizzato per identificare gli animali domestici, è leggermente più grande di un chicco di riso e con una tecnologia di identificazione a radiofrequenza (RFID) ed una memoria di 868 byte. La tecnologia RDFI può essere attivata quando i segnali emessi sono tracciabili e usata nei capannoni industriali o per il bestiame; o passiva, come nel caso in questione, quando a dicembre, a sette dei dodici dipendenti NewFusion, sono stati fatti impiantare questi microchip.

Nel caso degli esseri umani, il chip viene inserito nella mano tra il pollice e l’indice, e funziona come un vero e proprio arruolamento, il cui numero di serie può essere modificato da un’applicazione cellulare. Non contiene i dati degli utenti e non emette segnali che permettono di individuarli, ma si tratta della sostituzione delle comuni schede personali in molte aziende. “Coloro che non vogliono il chip possono utilizzare la carta. Alcuni dei nostri dipendenti, soprattutto donne, indossano un anello o un braccialetto con la stessa tecnologia all’interno“.

Il chip è disponibile in Cina a 20 centesimi per unità. Ma NewFusion ha scelto quelle prodotte negli Stati Uniti, costano 100 euro e sono dotate di una serie di installazioni sterilizzate. Queste vengono impiantate da un tatuatore con una siringa dello stesso calibro di quelle utilizzate per donare il sangue. Si sente solo una puntura, ma poi il dolore scompare e viene lasciato solo un piccolo segno sulla pelle; anche se, in alcuni casi, si può distinguere l’impianto sotto pelle.

“Non si può tenere traccia di nessuno, perché non ha il GPS o altro sistema di geolocalizzazione“, dice il fondatore di NewFusion, Vincent Nys, che ha considerato “ingenuo pensare che la nostra posizione e la nostra privacy siano al sicuro“. Argomentando la sua posizione: “Se si cammina per Londra, possiamo essere monitorati tutto il tempo attraverso le telecamere di sicurezza. Lo stesso con il telefono. Si dovrebbe aprire un dibattito su quali informazioni siamo d’accordo condividere con il mondo e quello che non vogliamo, anzichè governi o grandi organizzazioni come Facebook o Google decidano che cosa fare con i nostri dati“, aggiunge Nys.

La società sta già utilizzando tale tecnologia wireless in alcuni dei prodotti progettati e sembrava “naturale” applicarla nei propri uffici. E, per inciso, beneficiare anche dell’impatto mediatico della manovra. L’idea è quella di puntare ad altre potenziali applicazioni di questi chip, quali sostituzione dei passaporti, carte di credito e bus o includere informazioni mediche per determinare il gruppo sanguigno di una persona incosciente dopo un incidente, o specificare se si è allergici a qualsiasi farmaco.

Si può anche immaginare un futuro con protesi mediche più avanzate, con misurazione dei parametri in tempo reale, come la pressione sanguigna dei diabetici o problemi cardiovascolari. “Forse nel tempo sarà molto utile, ma con le applicazioni che di oggi non mi convince“, conclude uno dipendenti che ha rifiutato di farsi impiantare il chip di NewFusion.

chipprivacy
Condividi FacebookTwitterLinkedinWhatsappTelegram
Federica Vitale
Federica Vitale

Federica Vitale nasce come web writer convinta e le sue passioni, sin da bambina, si sono rivelate la carta e la penna. Laureata in Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Perugia, ha conseguito la laurea in Lingue e Letterature Straniere nel 2003 e ha proseguito gli studi laureandosi nuovamente nel 2007 in Scienze e Tecniche della Comunicazione, presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Viterbo, dove ha collaborato come cultore della materia per la cattedra di Linguaggi Audiovisivi. Il suo percorso formativo e la sua passione per il cinema e la letteratura l’hanno portata a specializzarsi nell’analisi della produzione letteraria e delle sue trasposizioni cinematografiche. Ha pubblicato il libro 'L’universo africano di Karen Blixen'. Ama scrivere ed esprimersi anche attraverso la fotografia poiché le piace vivere il mondo a 360°. La passione per l’immagine e per le parole si riassumono nella creazione dell’articolo.

Articolo precedenti
Galaxy Note 7: Samsung potrebbe mettere in vendita gli esemplari ‘rigenerati’
prossimo articolo
Windows, Google rende nota una nuova vulnerabilità senza patch

Lascia un commento Cancella Risposta

Salva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.

Ultime news

  • Meta sotto accusa: miliardi guadagnati con le pubblicità truffa

    13/05/2026
  • Apple Vision Pro: un capolavoro tecnologico lasciato a metà

    13/05/2026
  • Famiglia Bardem: il ritratto inedito di Pilar tra sacrifici e risate

    13/05/2026
  • Kia Vision Meta Turismo: la berlina elettrica per i gamer è quasi pronta

    13/05/2026
  • Vodafone Wi-Fi Calling: tanti nuovi Samsung Galaxy ora compatibili

    13/05/2026

2012 – 2026 Tecnoandroid.it – Gestito dalla STARGATE SRLS – P.Iva: 15525681001 Testata telematica quotidiana registrata al Tribunale di Roma CON DECRETO N° 225/2015, editore STARGATE SRLS. Tutti i marchi riportati appartengono ai legittimi proprietari.

Questo articolo potrebbe includere collegamenti affiliati: eventuali acquisti o ordini realizzati attraverso questi link contribuiranno a fornire una commissione al nostro sito.

  • Privacy e Cookie policy
  • FAQ, Disclaimer e Note legali
  • Contatti

🔥 Non perderti nemmeno un'offerta

Le migliori offerte
direttamente su di te

Smartphone, notebook, gadget tech al prezzo più basso.
Unisciti a migliaia di lettori di TecnoAndroid!

Unisciti su Telegram Gratis Seguici su WhatsApp Nuovo
oppure

Ricevi le offerte via email

Iscriviti alla newsletter per non perdere nessuna offerta!

Puoi disiscriverti in qualsiasi momento. Niente spam, solo offerte vere. 🎯

TecnoAndroid
  • Home