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Apocalisse zombie: la razza umana spazzata via in soli 100 giorni

scritto da Federica Vitale 09/01/2017 0 commenti 2 Minuti lettura
zombie
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Ci estingueremo in 100 giorni a causa degli zombie?

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Un “focolaio” di vita di zombie potrebbe essere in grado di lasciare la popolazione mondiale nel caos, con meno di 300 sopravvissuti. Soli, sul pianeta, e in 100 giorni. Un’apocalisse senza precedenti. E’ quanto prospettano alcuni studenti dell’Università di Leicester.

Partendo dal presupposto che uno zombie possa trovare una persona ogni giorno, con un 90 per cento di probabilità di infettare le vittime, gli studenti del Dipartimento di Fisica e Astronomia suggeriscono che, entro 100 giorni, si conteranno solo 273 sopravvissuti umani, contro una superiorità numerica di un milione a uno di zombie.

Gli studenti hanno presentato i propri risultati in una serie di brevi articoli redatti per il Journal of Physics Special Topics, una rivista peer-reviewed gestito dal Dipartimento della stessa Università. La rivista è stata fondata per dare agli studenti un’opportunità di esperienza pratica di scrittura, di pubblicazione e revisione di articoli scientifici.

Il team di studenti, dunque, ha studiato la diffusione di un ipotetico “virus zombie“, utilizzando il modello SIR – un modello epidemiologico che descrive la diffusione di una malattia su tutta la popolazione. Il modello divide la popolazione in tre categorie: quelli suscettibili all’infezione, quelli che sono infetti e quelli che sono sia morti o sono guariti. Il modello SIR, quindi, considera i tassi a cui le infezioni si diffondono e muoiono non appena gli individui entrano in contatto l’uno con l’altro.

Esaminando la formula, gli studenti hanno suddiviso in S (la popolazione sensibile), Z (la popolazione di zombie) e D (la popolazione di morti), suggerendo che la vita media di uno zombie sarebbe dalla S alla Z o D. Essi hanno inoltre esaminato il tempo in cui gli individui nella popolazione si incontrano l’un l’altro.

Lo studio iniziale non tiene conto dei tassi di nascita e di morte naturale, dal momento che l’ipotetica epidemia avrebbe avuto luogo in più di 100 giorni, con conseguente nascite naturali e morti non trascurabile rispetto all’impatto del virus zombie in un breve lasso di tempo.

Senza la possibilità per l’umanità di combattere contro le orde di non morti, i calcoli degli studenti suggeriscono che, se le popolazioni globali sono stati equamente distribuite, in meno di un anno la razza umana potrebbe essere spazzata via.

Tuttavia, in un più promettente studio di follow-up, gli studenti hanno studiato il modello SIR applicato ad una epidemia di zombie ed ha introdotto nuovi parametri, come la velocità con cui gli zombie potrebbero essere uccisi e le nuove nascite all’interno di uno scenario da incubo. Ciò ha reso la sopravvivenza umana più fattibile.

Il team ha preso in considerazione come, nel corso del tempo, i sopravvissuti possano anche avere meno probabilità di infettarsi dopo aver evitato una simile esperienza o si sia difeso dallo zombie. Essi hanno scoperto che sarebbe possibile per la popolazione umana sopravvivere l’epidemia di zombie in queste condizioni e che, alla fine, la popolazione di zombie sarebbe spazzate via e la popolazione umana potrebbe sopravvivere.

Il tutor del corso, il dottor Mervyn Roy, docente presso l’Università di Dipartimento di Fisica e Astronomia di Leicester, ha così commentato lo studio: “Ogni anno chiediamo agli studenti di scrivere brevi articoli per il Journal of Physics Special Topics. Questo consente agli studenti di mostrare il loro lato creativo e applicare un po’ di fisica a quello che ritengono strano o meraviglioso o alla vita di tutti i giorni“.

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Federica Vitale
Federica Vitale

Federica Vitale nasce come web writer convinta e le sue passioni, sin da bambina, si sono rivelate la carta e la penna. Laureata in Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Perugia, ha conseguito la laurea in Lingue e Letterature Straniere nel 2003 e ha proseguito gli studi laureandosi nuovamente nel 2007 in Scienze e Tecniche della Comunicazione, presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Viterbo, dove ha collaborato come cultore della materia per la cattedra di Linguaggi Audiovisivi. Il suo percorso formativo e la sua passione per il cinema e la letteratura l’hanno portata a specializzarsi nell’analisi della produzione letteraria e delle sue trasposizioni cinematografiche. Ha pubblicato il libro 'L’universo africano di Karen Blixen'. Ama scrivere ed esprimersi anche attraverso la fotografia poiché le piace vivere il mondo a 360°. La passione per l’immagine e per le parole si riassumono nella creazione dell’articolo.

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