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40 anni di Apple, da Steve Jobs ai nuovi iPhone

scritto da Federica Vitale 01/04/2016 0 commenti 3 Minuti lettura
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Apple

Apple nacque il 1° aprile 1976

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Apple festeggia il suo 40esimo compleanno. L’azienda, fino ad oggi, è passata da un progetto di tre persone, nato in un garage in California, alla società di maggior valore al mondo, stimata in un valore di oltre 700 miliardi di dollari. Quei fondatori furono il compianto Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne. Il loro sogno nacque il 1° aprile 1976.

Quando il co-fondatore Steve Wozniak portò il primo computer Apple ad una riunione dell’Homebrew Computer Club nel 1976, tutti ne furono colpiti, ma non particolarmente eccitati. “Abbiamo tutti pensato che fosse fantastico, un bel lavoro“, racconta Bob Lash, un ingegnere, inventore e membro originale del club per “hobbisti” della Silicon Valley. Il design elegante di Wozniak si adattava a tutti gli elementi del computer su un unico circuito stampato. “Ma tutti stavano sviluppando il proprio progetto, al momento, quindi non era così insolito“, ha aggiunto Lash.”E nessuno a quel tempo aveva idea di dove tutto questo ci avrebbe portati.”

Apple non ha inventato il personal computer. O il lettore mp3. O lo smartphone. Non è questo che ha creato la più grande società quotata in borsa al mondo. Che cosa è, infatti, un’invenzione? C’è sempre qualcosa di nuovo da inventare o, in alternativa, si può prendere qualcosa che esiste e riorganizzarlo e renderlo più bello. Anche questa potrebbe essere un’invenzione. E si tratta di una forma di invenzione in cui Wozniak e il co-fondatore Steve Jobs eccellevano.

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Apple, dunque, compie 40 anni. In un mondo che ha contribuito a creare, nel quale viviamo circondati dai computer che abbiamo accolto nelle nostre case, uffici, automobili e tasche. Bellezza e facilità d’uso sono stati gli imperativi di Jobs. Ma spesso, ciò significava renderli universi ermeticamente chiusi, fatti di hardware e software che alla fine avrebbero perso quotazioni in un mercato per ecosistemi più aperti.

“Questo è il tuo amico”

Il Macintosh ne è un ottimo esempio. Apple non ha inventato il point-and-click di calcolo. Lo ha fatto Xerox, ma era troppo lento per renderlo disponibile al commercio. Jobs ne vide il potenziale. Lavorare con un computer aveva significato digitando righe di testo e spesso aveva coinvolto linguaggi di programmazione speciali. L’interfaccia grafica del Macintosh ha portato all’utilizzo del mouse per le masse. È stato il computer che chiunque avrebbe potuto usare. Lo sostenevano gli stessi slogan della Mela.

Quando fu lanciato nel 1984, “fu semplicemente fantastico”, afferma Bruce Damer, che ha fondato DigiBarn in un granaio, poco distante dalla Silicon Valley. L’interfaccia era solo una parte del pacchetto, però. Il Macintosh per intero sembrava molto diverso. “È come un tostapane“, qualcuno affermò. Non sembrava nemmeno un computer. Ma il suo design fu pensato apposta, e in maniera del tutto consapevole, per renderlo il più accogliente e meno “minaccioso” possibile. Un po’ come il cartone animato sorridente Macintosh che salutava l’utente all’avvio.

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Il Macintosh fu progettato per cambiare il nostro rapporto con i computer. “Questo è il tuo amico“, disse Damer.

“Prendimi come sono”

Il Macintosh è stato un amico che aspettava di essere “accettato” così com’era. “Il Mac è stato volutamente progettato per essere un sistema chiuso. Steve Jobs non voleva che la gente che andasse oltre, tirandone fuori le parti o sostituendole con altre schede o facendone un aggiornamento. Nemmeno vi si poteva entrare, nel caso, senza un cacciavite speciale”, continua Spicer.

Poi Windows Microsoft portò il point-and-click computing per IBM sui computer. Erano più comuni e meno costosi. Sempre più aziende iniziarono a produrli. E ancora più aziende iniziarono a sviluppare autonomamente i software. I sistemi Microsoft andavano alla grande e conquistavano terreno, mentre Apple si ritrovo con una quota di mercato in contrazione.

Nuove invenzioni

Poi, Apple ha inventato l’iPod e, successivamente, l’iPhone. Era l’inizio di un nuovo ecosistema. Fin quando non giunse Android, il sistema operativo open-source che gira su numerosi dispositivi. E, oggi, sta accadendo più o meno la stessa cosa. Apple sta perdendo quote di mercato.

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Apple, forse, non festeggerà il suo 40esimo compleanno quest’oggi. Jobs, una volta, disse: “Se in questo settore si guarda indietro, si rimane schiacciati. Bisogna guardare avanti“.

Il garage di Los Altos, dove Jobs e Wozniak costruirono i primi computer Apple, è ora un’attrazione turistica non ufficiale. In un tributo probabilmente non del tutto accolto dai residenti attuali, riceve un flusso costante di visitatori. Che va a scattare foto e selfie proprio lì, con il proprio iPhone.

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Federica Vitale
Federica Vitale

Federica Vitale nasce come web writer convinta e le sue passioni, sin da bambina, si sono rivelate la carta e la penna. Laureata in Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Perugia, ha conseguito la laurea in Lingue e Letterature Straniere nel 2003 e ha proseguito gli studi laureandosi nuovamente nel 2007 in Scienze e Tecniche della Comunicazione, presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Viterbo, dove ha collaborato come cultore della materia per la cattedra di Linguaggi Audiovisivi. Il suo percorso formativo e la sua passione per il cinema e la letteratura l’hanno portata a specializzarsi nell’analisi della produzione letteraria e delle sue trasposizioni cinematografiche. Ha pubblicato il libro 'L’universo africano di Karen Blixen'. Ama scrivere ed esprimersi anche attraverso la fotografia poiché le piace vivere il mondo a 360°. La passione per l’immagine e per le parole si riassumono nella creazione dell’articolo.

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