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Una delle maggiori caratteristiche dei terminali Android è la possibilità di poterli modificare a nostro piacimento non solo grazie alle migliaia di applicazioni che troviamo sul Play Store, ma anche alla possibilità di poter modificare la ROM, il kernel ottenere i permessi di root o effettuarne il mod.

Se nell’introduzione trovate qualche parola che non vi è chiara, in particolare nella parte finale, è sicuramente utile continuare a leggere questo articolo in cui cercherò di spiegare proprio il significato dei termini che spesso leggiamo sul web, nei forum o anche nei nostri articoli.

ROM, Kernel, Nandroids, immagini TAR sono termini che vi è sicuramente capitato di leggere, ma qual è il loro significato? Di seguito troverete un dizionario su questa strana lingua. Questa guida non vuole essere una guida tecnica di ogni concetto, ma solo una facile spiegazione per capire di cosa stiamo parlando. È bene tenere presente che tutti i termini di cui parleremo e tutte le pratiche connesse sono soggette alla sola e unica nostra responsabilità. Quindi qualunque operazione condotta sul nostro terminale che non vada a buon fine o che porti ad un suo mal funzionamento non potrà essere riparato in garanzia.

Root – Acquisire i permessi di “root” è il processo con il quale si ottiene pieno controllo sul vostro dispositivo. Quando si acquista il dispositivo, ci sono alcuni file e sistemi a cui non è possibile accedere perché sono bloccati dal produttore. Con il root si accede a questi file, consente di modificarli, sostituirli e addirittura eliminare quei file o applicazioni di sistema che non utilizziamo o che appesantiscono il terminale. Grazie ai permessi di root è possibile spostare qualunque applicazione sulla microSD così da avere maggiore capacità di memoria sul proprio dispositivo. Anche se ottenere i permessi di root fa perdere la garanzia è un’operazione del tutto legale.

Bootloader – Prima di poter effettuare il root del dispositivo, è necessario sbloccare il bootloader. Il bootloader è una riga di codice che viene eseguita prima ancora che il sistema operativo Android parta. Il codice del bootloader è specifico per ogni marca e modello dei molti dispositivi Android. Il Bootloader viene “bloccato”, perché il produttore del dispositivo non vuole che si possa danneggiare il software su cui hanno lavorato così duramente e ottimizzato per quel particolare hardware. Sbloccare il bootloader consente di armeggiare con il firmware del telefono, o addirittura di sostituirlo con un custom firmware (detto anche ROM). È importante notare che lo sblocco del bootloader cancellerà tutti i dati memorizzati sul telefono, in sostanza ritorna ad uno stato di “fabbrica”.

Recovery – Una volta che il bootloader è sbloccato e hai effettuato il root, è necessario un ripristino personalizzato. Una recovery è un pezzo di software che è richiamato separato dal reale sistema operativo Android. Il suo scopo è quello di modificare il sistema operativo Android a un livello base, come ad esempio eliminare i dati utente, applicare aggiornamenti e molto altro. La stock recovery è limitata nelle funzioni, quindi se avete intenzione di modificare/hackerare/rootare il telefono, è necessario installare una “Recovery Custom” come Clockwork Mod Recovery . Una Recovery Custom vi permetterà di eseguire backup dei dati, ripristinarli, pulire le partizioni, installare il software personalizzato e altro ancora.

Backup/nandroid – Una volta che la Recovery Custom è installata, si vuole fare un backup (anche conosciuto come un Nandroid). Un Nandroid è semplicemente un backup completo e totale del telefono. Saranno memorizzati tutti i dati, applicazioni, impostazioni, messaggi SMS, e altro ancora, questo consente di ripristinare il telefono allo stato esatto in cui si trovava quando è stato fatto il backup.

Wipe – Ora che il backup è fatto, non dovete avere paura di fare modifiche al telefono o di perdere dati, dal momento che è sempre possibile ripristinarlo grazie, appunto, al backup. Ora è possibile fare il “wipe” del telefono senza preoccupazione. Il wipe cancella tutti i dati utente dal telefono cellulare, essenzialmente fa un reset allo stato di fabbrica. È anche possibile cancellare le partizioni del vostro telefono come la partizione cache. È sempre consigliato un wipe del telefono prima di installare una ROM personalizzata (ci arriveremo tra un secondo). È possibile fare un wipe del vostro telefono tramite la custom recovery che è stata installata.

Flasing – Il flash è il processo di installazione di un qualche tipo di software o di codice tramite la custom recovery.

ZIP flashable – Uno ZIP flashable è il file vero e proprio che si installa o “flash” tramite la custom recovery per apportare modifiche al software del telefono. Si tratta di un file zip normale. Questo contiene le righe di codice per modificare il software. Questi ZIP flashable possono essere usati per flashare ROM, Kernel, Radio, mod, ecc.

ROM – Una ROM è il firmware principale o il sistema operativo con cui il telefono funziona. Proprio come Windows 7 funziona sul vostro PC o Mac OSX gira su MacBook, una ROM è il software principale con cui interagisci per utilizzare il telefono. Esso include tutte le applicazioni di sistema (messaggi, e-mail, telefono), il programma di avvio, la barra di notifica, insomma proprio tutto. La linea Google Nexus ha una ROM stock Android (che significa che è non modificata), mentre i produttori fanno modifiche significative al look delle loro ROMS prima di spedirli (ad esempio: notare la differenza tra il software del Samsung Galaxy S III e il software di LG Nexus 4). Gli sviluppatori hanno preso il codice del produttore e creato le loro “ROM personalizzate”. Queste ROM possono migliorare l’aspetto grafico del vostro telefono, e spesso aggiungere tonnellate di caratteristiche utili. Due ROM personalizzate molto popolari sono CyanogenMod e MIUI . Una ROM è fatta per uno specifico modello di telefono e viene fornito in un file ZIP flashable che viene installato (“flashato”) tramite la custom recovery.

Kernel – A differenza di una ROM il kernel non altera l’aspetto del telefono, ma è una linea “più profonda” di codice che riposa sotto la superficie, per così dire. Dice al software come interagire con l’hardware. Un kernel custom è un kernel che gli sviluppatori hanno aggiunto al codice al fine di creare tutta una serie di nuove opzioni e abilità. Si potrebbe aggiungere codice per rendere il processore del telefono più velocità, o ridurre il consumo di batteria quando il telefono è in modalità risparmio energetico o in stand-by. Il kernel è come l’anima del software. Possono essere flashati nelle custom recovery e i file di solito sono chiamati immagini Tar o Zimages.

Radio/basebands/Modem – Radio/banda base/modem è un firmware che consente al telefono di connettersi alla rete wireless. Questo firmware controlla le funzioni di low-level di base del telefono come la connettività alla rete cellulare, Wi-Fi e GPS. Spesso un aggiornamento radio/modem aiuterà con i problemi di potenza del segnale, il consumo della batteria e altro ancora. Il firmware radio/modem è specifico per ogni dispositivo e brand è flashato tramite custom recovery.

Mod – un “mod” è semplicemente una modifica apportata al software del telefono. Questo può includere l’aggiunta di funzionalità o la modifica del layout visivo del telefono, come spostare la posizione dell’orologio al centro della barra di notifica, oppure invertendo i colori nell’app degli SMS. I Mods sono di solito file Zip flashable flashati nella custom recovery.

Brick – Un brick è quando il telefono non si riprenderà per un processo di root/flash andato male. Il dispositivo non risponde e non è in grado di essere restaurato, da qui il temine “brick (mattone)” in quanto il telefono un mattone o un fermacarte molto costoso. Il Brick del telefono di solito avviene quando non si seguono le istruzioni con attenzione o se un dispositivo non consente il root. Il Brick del telefono è una possibilità reale e un rischio che si corre con le procedure per il root e il modding del telefono, ma è molto raro che si verifichi, ed è ancora più improbabile se si seguono le istruzioni delle procedure alla lettera.

Superuser (SU) – Se si seguono le istruzioni e si ottengono i permessi di root correttamente, si diventa un Superuser (SU), cioè si diventa un amministratore completo e totale del dispositivo, permettendo l’accesso al dispositivo in ogni sua parte.

Kang – Un Kang è una ROM o mod che utilizza una parte significativa del codice creato da un altro sviluppatore.

Overclock/underclock – Questo significa che è stato installato un kernel personalizzato che permette di accelerare o rallentare la velocità del processore del telefono. La maggior parte dei telefoni hanno il clock del processore ad una certa velocità (es.: 2.4 MHz), ma con l’overclock, si consente il processo di spingere i limiti, lavorando ad una velocità superiore. L’overclock renderà il vostro telefono più veloce, ma spesso a scapito della durata della batteria. L’underclock fa l’esatto opposto dell’overclock. Il processore va ad una velocità inferiore, rallentando le prestazioni percepite, ma aiuta ad aumentare la durata della batteria.

UnderVolt (UV) – l’undervolt è una funzione che viene attivata in alcuni kernel personalizzati. L’undervolt abbassa la quantità di potenza necessaria al processore nel suo funzionamento normale, che, in teoria, consente di risparmiare la durata della batteria. La funzionalità è nota per provocare problemi in molti telefoni.

APK – L’APK è il nome del file per un’applicazione Android che può essere installato sul telefono. Tutte le applicazioni scaricate dal Google Play Store sono file APK. Questo non è altro che un file compresso, contenente il software.

Android SDK – Android SDK è un kit di sviluppo software scritto da Google che consente agli sviluppatori di creare applicazioni per la piattaforma Android. L’Android SDK include progetti di esempio con codice sorgente, strumenti di sviluppo, un emulatore, e le librerie necessarie per costruire le applicazioni Android. In molti casi, se si vuole hackerare il telefono cellulare, è necessario avere l’Android SDK installato sul computer.

ADB – ADB sta per Advance Debug Bridge, che è uno strumento che si trova nell’SDK di Android. ADB permette di modificare il dispositivo (o il software del dispositivo) tramite una linea di comando del PC. ADB è utilizzato principalmente dagli sviluppatori per creare e testare le loro applicazioni, ma può anche essere utilizzato dagli hacker curiosi (come te!) per accedere al telefono dal computer ed eseguire alcuni comandi tramite il comando del computer.

Con questo è tutto, spero vi siano più chiari i termini utilizzati per indicare le diverse operazioni che si possono fare sui nostri dispositivi Android.

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