Il mercato dei router Wi-Fi 7 è ancora giovane, e i prezzi dei modelli di punta fanno venire il mal di stomaco. Parliamo di apparecchi che sfiorano i 400, 500 euro senza battere ciglio. AVM con questo modello ha fatto una scelta precisa: portare lo standard wireless di ultima generazione in una fascia di prezzo accessibile, 169 euro, senza rinunciare a quel pacchetto software che da anni rende i prodotti FRITZ! una specie di punto di riferimento per chi vuole gestire la rete domestica seriamente.
E devo ammettere che, sulla carta, l’idea mi aveva incuriosito ma anche lasciato qualche dubbio: Wi-Fi 7 a questo prezzo? Con sole due antenne? Senza la banda 6 GHz? Dopo tre settimane di test nella mia rete di casa collegato all’ONT di Open Fiber con la linea Dimensione a 2,5 Gbps posso dire che la risposta è meno scontata di quanto pensassi. E che a volte i numeri sulla scheda tecnica raccontano solo metà della storia. Attualmente è disponibile su Amazon Italia.
Unboxing e prime impressioni
La scatola è quella classica di FRITZ!, rossa con scritte bianche. Nessuna sorpresa fin qui. Dentro ci trovate il router, un alimentatore compatto, un cavo LAN da un metro e mezzo (corto, ma per iniziare basta) e una guida rapida multilingua con l’italiano incluso. C’è anche la solita scheda con i dati di accesso preconfigurati: SSID, password Wi-Fi e credenziali per l’interfaccia. Un dettaglio piccolo che però velocizza tutto, soprattutto se come me avete poca voglia di cercare PIN e codici al primo avvio.
La dotazione è essenziale. Non ci sono cavi telefonici analogici, niente adattatori extra, zero fronzoli. Onestamente? Per un router da 169 euro mi aspettavo esattamente questo. Niente di più, niente di meno. La prima volta che l’ho tirato fuori dalla scatola mi ha colpito una cosa: quanto è leggero. Meno di 700 grammi, lo tieni con una mano senza pensarci. E poi è piccolo, davvero compatto rispetto ai router che avevo usato prima. L’avrei potuto confondere con un libro, se non fosse per la plastica bianca e i LED.
Un appunto: nella confezione non c’è nessun cavo in fibra ottica, e ha senso questo è un router, non un modem. Il cavo dall’ONT al router è un normalissimo Ethernet, quello incluso nella scatola. Se il vostro ONT sta lontano dal punto dove volete piazzare il router, però, un metro e mezzo potrebbe non bastare. Tenetelo a mente.
Design e costruzione
Ok, parliamo dell’aspetto. Il 4630 è bianco, con quel design pulito e un po’ anonimo tipico della casa tedesca. Niente antenne esterne che spuntano come rami secchi, niente LED aggressivi, niente linee da astronave. Un parallelepipedo compatto circa 26 centimetri per 18, alto quasi 7 che sta sulla scrivania, su un ripiano, o appeso a muro grazie alle predisposizioni sul retro. Ecco, questo: lo puoi nascondere senza problemi. In salotto, dietro la TV, accanto al modem dell’operatore. Non dà nell’occhio, e per un prodotto che sta acceso 24 ore su 24 in bella vista, è una qualità che apprezzo più di quanto credessi.
La plastica è quella tipica AVM: non premium, non scadente. Funzionale. Al tatto non trasmette sensazione di lusso, ma neanche quell’impressione da prodotto che si romperà tra sei mesi. Le fessure di aerazione sono ben posizionate, e nelle tre settimane di test il router non si è mai scaldato in modo preoccupante. Tiepido sì, bollente mai. I LED frontali sono tre WLAN, alimentazione, WPS discreti, non abbaglianti. La sera in camera non danno fastidio, cosa che con certi router del passato non potevo dire. C’è da dire che manca un pulsante fisico per spegnere i LED, ma dal pannello web puoi ridurne la luminosità o disattivarli del tutto in determinate fasce orarie. Dettaglio gradito per chi dorme nello stesso ambiente del router.
Sul retro trovate le porte: una WAN da 2,5 Gbit/s, una LAN sempre da 2,5 Gbit/s, due LAN Gigabit, una USB 3.0, la presa per il telefono analogico e ovviamente l’alimentazione. Tutto ordinato, tutto accessibile. Manca una porta RJ-11 per il DSL, ma ha senso: questo è un router puro, senza modem integrato. L’ordine mentale che trasmette è, in un certo senso, rassicurante. Sai esattamente cosa fa e cosa no.
Specifiche tecniche
| Specifica | Valore |
| Tipologia | Router Wi-Fi 7 senza modem integrato |
| Standard wireless | Wi-Fi 7 (802.11be/ax/ac/n/g/a) |
| Bande di frequenza | Dual band: 5 GHz + 2,4 GHz |
| Velocità Wi-Fi 5 GHz | Fino a 2.880 Mbit/s |
| Velocità Wi-Fi 2,4 GHz | Fino a 688 Mbit/s |
| Velocità Wi-Fi totale | Fino a 3.568 Mbit/s |
| MIMO | 2×2 |
| MLO (Multi-Link Operation) | Sì |
| Mesh | Sì (FRITZ! Mesh) |
| Porta WAN | 1x 2,5 Gbit/s (RJ-45) |
| Porte LAN | 1x 2,5 Gbit/s + 2x 1 Gbit/s |
| USB | 1x USB 3.0 |
| Telefonia | VoIP IP/SIP, DECT (max 6), 1x FXS |
| Smart Home | DECT ULE |
| Sicurezza | WPA3, WPA2, Firewall |
| Sistema operativo | FRITZ!OS |
| Funzionalità | VPN (WireGuard/IPSec), Parental Control, NAS, Media Server, Guest Wi-Fi |
| Dimensioni (L x A x P) | 265,5 x 185 x 69 mm |
| Peso | 666 g |
| Garanzia | 5 anni |
| Prezzo di listino | 169 euro (IVA inclusa) |
Sotto la scocca: cosa c’è dentro
La serie 4 di FRITZ! è quella dei router senza modem, e il 4630 non fa eccezione. Niente ottica integrata, niente modulo GPON: vi serve un ONT esterno, che nel mio caso è quello fornito da Dimensione (un classico terminale Open Fiber con uscita RJ-45 a 2,5 Gbit/s). Il collegamento avviene via cavo Ethernet dalla porta WAN del router all’uscita dell’ONT. Semplice, lineare.
Il cuore wireless lavora con Wi-Fi 7 in configurazione 2×2 MIMO su due bande. Manca la 6 GHz, questo è un fatto. Chi cerca il tri-band con la terza banda libera e decongestata deve guardare altrove la 4690 o la 5690 Pro, per restare in casa AVM. Ma la domanda vera è: serve davvero la 6 GHz oggi, nel 2026, in una casa media italiana? Io ho una ventina di dispositivi connessi, e la risposta onesta è che no, non mi è mancata. Forse tra un anno o due la storia sarà diversa, ma adesso nel mio contesto la dual band regge. E il Wi-Fi 7, anche senza la terza banda, porta miglioramenti tangibili rispetto al Wi-Fi 6 nella gestione del traffico simultaneo.
La base DECT integrata supporta fino a sei cordless e gestisce anche i dispositivi smart home compatibili con DECT ULE: prese intelligenti, termostati, sensori. Una porta analogica FXS completa il reparto telefonia potete collegarci un vecchio telefono a filo e usarlo come centralino. E poi c’è la USB 3.0, che apre le porte al NAS domestico leggero: colleghi una chiavetta o un hard disk e hai il tuo piccolo server di file accessibile da tutta la rete. Non è un Synology, ma per condividere foto e documenti tra i PC di casa funziona senza intoppi. Una cosa che non ti aspetti da un router da 169 euro, e che invece c’è, ed è pure configurabile nel dettaglio.
FRITZ!OS e l’app MyFRITZ!
E qui viene il bello. Se c’è una cosa che distingue i prodotti AVM dalla concorrenza è il software. FRITZ!OS è un sistema operativo per router che fa sembrare le interfacce di molti concorrenti dei prototipi degli anni Novanta. Serio, non esagero. L’interfaccia web è ordinata, tradotta bene in italiano, e offre un livello di controllo che accontenta sia chi vuole solo navigare sia chi come me ama smanettare con QoS, VPN, firewall e regole di accesso personalizzate.
La prima configurazione è banale: colleghi il cavo WAN, accendi, ti connetti al Wi-Fi predefinito, apri il browser e digiti fritz.box. Un wizard ti guida passo passo. Con Dimensione non ho dovuto fare nulla di complicato: il router ha rilevato la connessione, ho inserito le credenziali PPPoE e in meno di cinque minuti ero online. Ammetto che mi aspettavo qualche intoppo un DNS da settare a mano, un parametro VLAN da indovinare e invece niente, tutto liscio. Poi sono entrato nel pannello di amministrazione e lì ho perso una buona mezz’ora a esplorare. Non per necessità, ma per curiosità. Ogni sezione è un mondo: la pagina della rete Wi-Fi ti mostra canali, potenza del segnale, dispositivi collegati con velocità negoziata; la sezione rete elenca tutti gli apparati con IP, MAC, tipo di connessione; la telefonia ha un livello di dettaglio da centralino aziendale. È il genere di software che ti fa venire voglia di configurare cose anche se non ne hai bisogno.
La MyFRITZ!App è il complemento mobile. Da lì puoi controllare lo stato della rete, vedere i dispositivi connessi, gestire la rete ospiti, accedere ai file sulla USB e perfino fare telefonate via smartphone attraverso il centralino VoIP del router. Funziona bene, è stabile, non è la più bella del mondo ma è solida. La cosa che apprezzo di più? L’accesso remoto via MyFRITZ!: da fuori casa puoi accedere alla tua rete, gestire il NAS, controllare lo stato della connessione. Comodo, davvero comodo. Una sera ero a cena fuori e mi è arrivata la notifica che un nuovo dispositivo si era connesso alla rete. Ho controllato dall’app, era il portatile di mia sorella che era passata a casa. Tutto sotto controllo, senza alzarsi dal tavolo.
Test sul campo: tre settimane con la fibra a 2,5 Giga
Arriviamo al dunque. Ho collegato il router all’ONT Dimensione e ho iniziato a misurare. La mia linea è una FTTH GPON con profilo 2,5 Gbps in download e 1 Gbps in upload, su rete Open Fiber. Il punto è capire quanto di quella banda il 4630 riesce a far passare sia via cavo che via Wi-Fi e soprattutto quanto è stabile nel tempo. Perché un bel numero sullo speed test una tantum non dice granché: è la costanza che conta.
Test velocità via cavo (porta LAN 2,5 Gbit/s)
Ho collegato il mio PC fisso una macchina con scheda di rete 2,5 GbE direttamente alla porta LAN a 2,5 Gbit/s del router. Risultati su Speedtest.net (server Dimensione e server MIX di Milano), media di cinque misurazioni in momenti diversi della giornata:
- Mattina (ore 9): 2.387 Mbps down / 928 Mbps up ping 3 ms
- Primo pomeriggio (ore 13): 2.362 Mbps down / 935 Mbps up ping 3 ms
- Pomeriggio (ore 15): 2.341 Mbps down / 931 Mbps up ping 4 ms
- Prima serata (ore 19): 2.310 Mbps down / 924 Mbps up ping 4 ms
- Sera (ore 21): 2.298 Mbps down / 919 Mbps up ping 5 ms
- Notte (ore 23:30): 2.403 Mbps down / 934 Mbps up ping 3 ms
Numeri eccellenti. La porta WAN a 2,5 Gbit/s fa esattamente il suo lavoro: non diventa un collo di bottiglia. Il calo serale è minimo e più imputabile alla congestione sulla rete Open Fiber che al router in sé. Il jitter è rimasto sempre sotto i 2 ms, e in tre settimane non ho registrato un singolo drop della connessione. Zero. Con il vecchio router avevo almeno un paio di micro-disconnessioni a settimana. Qui nessuna. E il ping verso i server italiani è costantemente sotto i 5 ms, che per gaming e videochiamate è praticamente perfetto.
Un test che ho voluto fare: ho misurato anche con Fast.com di Netflix, che tende a dare risultati leggermente diversi rispetto a Speedtest. Risultato medio: 2.180 Mbps in download. Leggermente più basso, ma è noto che il protocollo di misurazione è diverso e tende a essere più conservativo. Il punto resta: la banda piena della fibra Dimensione arriva al PC senza perdite apprezzabili.
Test velocità Wi-Fi 5 GHz
Con il portatile dotato di scheda Wi-Fi 6E non ancora Wi-Fi 7, e questo è un limite del test, lo ammetto seduto alla scrivania a circa due metri dal router, senza ostacoli:
- Download medio: 1.187 Mbps picco a 1.340 Mbps
- Upload medio: 612 Mbps
- Ping: 5 ms
Risultati molto buoni per un 2×2, considerando che il client non supporta neanche il Wi-Fi 7. Con un dispositivo Wi-Fi 7 compatibile mi aspetterei di avvicinarmi ai 1.500 Mbps o più, ma non ho avuto modo di verificarlo direttamente. Poi mi sono spostato per mappare la copertura reale dell’appartamento.
Mappa della copertura: test Wi-Fi a distanza
Ho fatto le misurazioni in quattro punti diversi del mio appartamento a Roma circa 70 mq su un piano, muri in cartongesso e qualche parete portante in tufo.
- Punto A Corridoio (5 metri, un muro): 743 Mbps down / 389 Mbps up segnale eccellente
- Punto B Camera da letto (8 metri, due muri): 412 Mbps down / 198 Mbps up segnale buono
- Punto C Bagno (9 metri, due muri + piastrelle): 287 Mbps down / 134 Mbps up segnale discreto
- Punto D Cucina, angolo opposto (10 metri, tre muri): 187 Mbps down / 94 Mbps up segnale debole ma utilizzabile
Ecco, qui il 2×2 si fa sentire. Dalla cucina il segnale arrivava ancora, streaming YouTube funzionava senza intoppi, ma le velocità erano un terzo di quelle ottenute nella stessa stanza. Per un appartamento medio sui 60-70 mq il 4630 copre abbastanza bene, ma se la cucina è il vostro angolo di lavoro smart e il router sta dall’altra parte della casa, la differenza la noterete. Per case più grandi o su più piani, un repeater Mesh diventa praticamente obbligatorio. Ma questo, in fondo, era prevedibile con due sole antenne.
Wi-Fi 2,4 GHz: la banda dimenticata che serve ancora
Ho testato anche la banda a 2,4 GHz, che tutti danno per morta ma che in realtà serve ancora eccome. I dispositivi smart home, le vecchie stampanti Wi-Fi, qualche sensore, la bilancia smart tutti questi parlano solo a 2,4 GHz. Nella stessa stanza ho misurato circa 210 Mbps in download sulla 2,4 GHz, che scendono a 85 Mbps nella camera più lontana. Numeri bassi rispetto alla 5 GHz, certo, ma più che sufficienti per quello che ci passa sopra. E la portata è migliore: dove la 5 GHz faticava, la 2,4 GHz arrivava ancora con un segnale discreto. La gestione automatica del band steering è buona i dispositivi vengono spostati sulla banda migliore senza intervento manuale. Non ho dovuto toccare nulla.
Stress test con dispositivi multipli
Una sera ho fatto un esperimento che volevo fare da tempo: ho caricato la rete il più possibile per vedere quando e come il router iniziava a soffrire. TV in streaming 4K su Netflix, portatile in videochiamata su Teams con condivisione schermo, secondo portatile che scaricava un aggiornamento di sistema da 4 GB, smartphone che caricava foto sul cloud, tablet che guardava YouTube in HD, e due dispositivi smart home attivi. Sette dispositivi contemporanei, quattro dei quali con traffico pesante.
Il risultato? Nessun lag percepibile sulla videochiamata, nessun buffering sulla TV, il download andava tranquillo sui 300 Mbps, lo streaming YouTube non ha avuto un singolo singhiozzo. La MLO del Wi-Fi 7 qui aiuta parecchio, perché gestisce in modo intelligente il traffico sulle due bande, spostando i flussi dove c’è più spazio. Non dico che sia magia, ma la differenza rispetto al vecchio router si sentiva eccome. Con quello, il secondo dispositivo in streaming bastava a far rallentare tutto.
Test iPerf3 (throughput interno)
Per chi vuole i numeri crudi, ho lanciato iPerf3 tra il PC collegato via cavo alla porta 2,5 GbE e un secondo PC collegato a una delle porte Gigabit. Throughput: 941 Mbps costanti, che è sostanzialmente il massimo teorico della porta Gigabit meno l’overhead. Il router non aggiunge latenza apprezzabile.
Poi ho provato tra il PC sulla porta 2,5 GbE e il portatile in Wi-Fi 5 GHz nella stessa stanza: picco 1.290 Mbps, media stabile su 1.050 Mbps su sessioni di cinque minuti. Numeri che confermano le rilevazioni degli speed test. E tra due dispositivi entrambi in Wi-Fi? Media di 680 Mbps, che è buona ma ovviamente risente della condivisione dell’etere.
Test latenza e gaming
Ho giocato diverse sessioni online su PC (cavo diretto) e su console (Wi-Fi 5 GHz, stessa stanza). Il ping verso i server europei si manteneva tra 8 e 15 ms via cavo, tra 12 e 22 ms via Wi-Fi. Nessuno spike rilevante, nessun packet loss misurabile su un campione di mezz’ora con PingPlotter. Per il gaming online quantomeno per il tipo di giochi che faccio io il comportamento è stato impeccabile. Un amico che gioca a Valorant a livello più serio mi ha detto che 12 ms via Wi-Fi è più che accettabile. Poi, sarò onesto, non gioco a livello competitivo, quindi non sono la persona giusta per valutare differenze di 2-3 ms. Ma la sensazione è quella di una connessione pulita e reattiva.
Un altro test: ho scaricato un gioco da 80 GB su Steam via cavo. Velocità sostenuta intorno ai 270 MB/s (circa 2.160 Mbps), con il collo di bottiglia sul server Steam e non certo sul router. Il download è andato a piena velocità per tutta la durata senza cali.
Approfondimenti
Wi-Fi 7 senza 6 GHz: limite o compromesso ragionevole?
Stavo per scrivere che l’assenza della 6 GHz è un difetto serio. Ma ripensandoci, la questione è più sfumata di così. La banda 6 GHz, in Europa, è ancora in una fase di transizione normativa. I dispositivi client compatibili sono pochi qualche laptop e smartphone di fascia altissima e i canali disponibili sono limitati rispetto a quanto succede negli Stati Uniti. Il 4630 implementa il Wi-Fi 7 sulle due bande classiche, con tutti i vantaggi dello standard nuovo: MLO, 4K-QAM, larghezza di canale fino a 320 MHz sulla 5 GHz.
Sulla 5 GHz il Wi-Fi 7 porta miglioramenti concreti anche senza la terza banda. La MLO in particolare fa sentire il suo effetto nella gestione di tanti dispositivi contemporanei, perché consente al router di usare entrambe le bande simultaneamente per lo stesso dispositivo quando serve. Certo, tra un paio d’anni questa scelta potrebbe risultare limitante, quando la 6 GHz sarà più diffusa e i dispositivi compatibili saranno la norma. Ma oggi? Oggi per 169 euro è un compromesso che accetto senza troppi rimpianti. Chi vuole essere pronto per il futuro con la 6 GHz deve mettere mano al portafoglio per ben altri importi.
Qualità della connessione cablata e gestione delle porte
La scelta di mettere una porta WAN e una LAN a 2,5 Gbit/s è azzeccata. Significa che il collegamento all’ONT non perde banda e che almeno un dispositivo in casa il PC principale, un NAS, uno switch può sfruttare la velocità piena. Le due porte Gigabit restanti coprono il resto. Sono un po’ poche? Sì, se avete tanti dispositivi cablati. A me ne sono bastate tre (PC, console, bridge Hue), la quarta l’ho usata per la WAN. La TV l’ho collegata via Wi-Fi perché le porte erano finite.
Uno switch da scrivania avrebbe risolto e costa 15 euro ma è un acquisto in più che idealmente non dovresti fare. Modelli più cari hanno cinque o sei porte LAN e magari qualcuna in più a 2,5 GbE. È il prezzo del compromesso entry level. Detto questo, la qualità della connessione cablata è ottima: stabile, veloce, senza cali neanche sotto carico.
Mesh: espandere la rete senza impazzire
Il 4630 fa da hub Mesh per l’ecosistema FRITZ!. Ho provato ad aggiungere un vecchio FRITZ!Repeater 1200 che avevo in casa e l’accoppiamento è stato immediato: un pulsante WPS, trenta secondi e il repeater era integrato nella rete Mesh con lo stesso SSID. Il roaming tra router e repeater è trasparente il telefono passa da un nodo all’altro senza che io me ne accorga, senza cali di connessione percepibili, senza dover cambiare rete manualmente. Per chi ha una villa o un appartamento grande, questa è la strada: un 4630 come centro e uno o due repeater per coprire i punti morti.
La configurazione Mesh dal pannello FRITZ!OS è chiara: vedi tutti i nodi, la velocità di collegamento tra loro, i dispositivi associati a ciascuno. Puoi forzare un dispositivo su un nodo specifico se vuoi, ma nella maggior parte dei casi il sistema automatico fa un buon lavoro. Non è la soluzione Mesh più economica del mondo un repeater FRITZ! costa dai 50 ai 130 euro a seconda del modello ma l’integrazione è a un altro livello rispetto a soluzioni di terze parti.
Telefonia VoIP e centralino integrato
Questa è una funzione che molti sottovalutano, ma che per alcuni utenti è il motivo principale per scegliere un FRITZ!. Ho collegato un vecchio telefono analogico alla porta FXS e configurato un account SIP con le credenziali VoIP di Dimensione. Funziona alla perfezione. La qualità audio è buona, c’è il supporto HD Voice, e dal pannello FRITZ!OS puoi gestire fino a cinque segreterie telefoniche indipendenti, deviazioni, blocchi chiamate, rubrica centralizzata.
Puoi anche associare fino a sei cordless DECT e se avete uno dei telefoni FRITZ!Fon, l’esperienza diventa ancora più interessante perché accedete a funzioni come radio internet, podcast, rubrica cloud sincronizzata. Per chi lavora da casa e vuole un sistema telefonico serio senza spendere in centralini dedicati, è una chicca. Non l’avrei detto prima di provarlo, ma il centralino VoIP integrato è una di quelle cose che non sai di volere finché non ce l’hai.
Smart Home via DECT ULE
La base DECT del router supporta il protocollo DECT ULE, che AVM usa per i suoi accessori smart home: prese intelligenti (FRITZ!DECT 200/210), termostati (FRITZ!DECT 301/302), pulsanti e sensori. Ho collegato una presa FRITZ!DECT 200 senza problemi: dall’interfaccia web e dall’app puoi monitorare i consumi in tempo reale, impostare timer, creare automazioni base tipo accendere una lampada al tramonto o spegnere lo standby di notte.
Non è un sistema smart home completo come HomeAssistant o il mondo Zigbee/Thread/Matter. L’ecosistema resta chiuso ai soli dispositivi FRITZ!, e questo è un limite oggettivo. Ma per controllare riscaldamento e qualche presa è più che sufficiente, e il vantaggio grosso è che non servono bridge aggiuntivi, non servono hub, non serve niente: il router fa tutto. Meno apparecchi accesi in casa, meno cose che possono rompersi.
VPN e accesso remoto: WireGuard integrato
FRITZ!OS include il supporto VPN nativo, sia con WireGuard che con IPSec. La configurazione di WireGuard è abbastanza semplice dall’interfaccia: generi il profilo, lo scarichi come file di configurazione, lo importi nel client WireGuard sul telefono o sul PC, e hai un tunnel cifrato verso la tua rete di casa ovunque tu sia. L’ho usato diverse volte per accedere ai file sulla USB del router mentre ero fuori casa e per controllare l’interfaccia da remoto funziona senza lag apprezzabile, la velocità dipende dalla connessione che hai in quel momento.
Per chi lavora in mobilità o vuole accedere alla rete domestica dall’esterno, è una funzione che da sola potrebbe giustificare la scelta di un FRITZ! rispetto a router più economici che la VPN non ce l’hanno, o ce l’hanno implementata in modo complicato. Qui bastano cinque minuti per avere tutto funzionante. Cinque minuti veri, non quelli della pubblicità.
Consumi energetici e rumorosità
Ho misurato il consumo con un wattmetro collegato tra la presa e l’alimentatore. A regime, con Wi-Fi attivo su entrambe le bande e una decina di dispositivi connessi, il router assorbe circa 8-9 watt. Sotto carico pesante trasferimento file, streaming, tanti dispositivi sale a 10-11 watt. Sono numeri bassi, nella norma per un router di questa fascia. In un anno parliamo di circa 70-80 kWh, che al prezzo attuale dell’energia significano una decina di euro. Non è gratis, ma non è neanche un problema. La rumorosità? Nulla. Zero ventole, dissipazione passiva. Il router è completamente silenzioso. Puoi metterlo in camera da letto senza pensarci.
Pregi e difetti
Pregi
- Wi-Fi 7 con MLO a 169 euro: rapporto tra quello che offre e quello che costa difficile da battere in questa fascia, soprattutto considerando il software incluso
- Porta WAN e LAN a 2,5 Gbit/s: con la fibra Dimensione a 2,5 Gbps la banda arrivava tutta, senza strozzature sul cavo
- FRITZ!OS resta il miglior software per router consumer in circolazione: VPN WireGuard, parental control granulare, NAS, media server, centralino VoIP tutto incluso, tutto funzionante, tutto in italiano
- Configurazione iniziale semplice e veloce: cinque minuti con Dimensione, nessun intoppo, nessun parametro da indovinare
- Ecosistema completo: telefonia DECT, smart home, Mesh, il tutto in un apparecchio compatto con 5 anni di garanzia e aggiornamenti regolari
Difetti
- Configurazione 2×2 e assenza della banda 6 GHz: la copertura Wi-Fi cala oltre i due muri, e chi ha case grandi dovrà aggiungere un repeater
- Solo quattro porte Ethernet totali, WAN inclusa: con tre dispositivi cablati sei già al completo, serve uno switch esterno per ampliare
- Nessun modem integrato: serve un ONT o modem esterno dell’operatore, non è una soluzione all-in-one
- La funzione NAS via USB è limitata: trasferimenti non velocissimi e gestione file basilare, non sostituisce un NAS vero
- L’ecosistema smart home DECT ULE resta chiuso: niente Matter, niente Zigbee, solo dispositivi FRITZ!
Prezzo e dove comprarlo
Il prezzo di listino è 169 euro IVA inclusa. Lo trovate sul sito ufficiale FRITZ!, su Amazon (quando disponibile), e presso i principali rivenditori online come Yeppon, dove al momento lo trovo a poco più di 173 euro. Alcuni operatori, come Ehiweb e Dimensione, lo propongono in bundle con le loro offerte fibra in qualche caso anche in comodato d’uso o incluso nell’abbonamento. Controllare le promozioni attive al momento dell’acquisto ha senso, perché il risparmio può essere significativo.
169 euro per un router Wi-Fi 7 con questa dotazione di funzionalità è un prezzo onesto. Anzi, più che onesto. Chi vuole di più antenne 4×4 MIMO, porte 10 GbE, banda 6 GHz deve guardare la 4690 (circa 230 euro) o la 5690 Pro (sopra i 300), che però giocano in un campionato diverso sia per prezzo che per prestazioni. Al ribasso? La 4050 con Wi-Fi 6 costa meno ma è un prodotto di un’altra generazione, e oggi investire su Wi-Fi 6 quando il 7 è disponibile a questo prezzo non ha molto senso. La fascia dei 150-180 euro per un router Wi-Fi 7 entry level è competitiva, e il 4630 ci sta bene dentro soprattutto se il software FRITZ!OS è un fattore decisivo nella scelta. E per molti lo è, a ragione. Attualmente è disponibile su Amazon Italia.
Il verdetto: a chi lo consiglio
Tre settimane sono bastate per capire che il 4630 è il classico prodotto AVM: non è quello che urla più forte sullo scaffale, non è quello con i numeri più impressionanti sulla scheda tecnica, ma è quello che una volta in casa funziona e basta. Lo accendi, lo configuri in cinque minuti, e poi te ne dimentichi. In senso buono.
Con la mia linea Dimensione a 2,5 Gbps, il router ha tirato fuori praticamente tutta la banda disponibile via cavo. Via Wi-Fi i risultati sono ottimi nella stessa stanza e buoni fino a un paio di muri di distanza, poi calano ma con un 2×2 era prevedibile e sarebbe scorretto aspettarsi miracoli. Il software resta il punto di forza più grande: VPN, NAS, parental control, rete ospiti, telefonia, smart home. Tutto in un apparecchio da 169 euro con cinque anni di garanzia e aggiornamenti software garantiti. Alla fine della fiera, pesa.
Lo consiglio a chi ha già un ONT o un modem dell’operatore e vuole un router serio, con Wi-Fi di ultima generazione e un ecosistema software maturo. Lo consiglio a chi ha un appartamento di dimensioni normali, magari sui 60-80 mq su un piano, e una ventina di dispositivi connessi. Lo consiglio a chi cerca stabilità e semplicità più che numeri da prima pagina.
Lo sconsiglio a chi vive in una casa grande su più piani senza budget per i repeater. Lo sconsiglio a chi ha bisogno di un modem integrato per la fibra, perché qui bisogna per forza avere un ONT esterno. E lo sconsiglio a chi vuole il massimo assoluto in termini di copertura wireless e futuro a prova di bomba per quello servono antenne 4×4 e la banda 6 GHz, e servono soldi in più.
Ma per tutti gli altri? Sì, è un acquisto che ha senso. E il bello è che probabilmente non ci penserete più, una volta installato. Che poi è esattamente quello che un buon router dovrebbe fare: sparire dalla lista dei problemi quotidiani e lasciarti pensare ad altro.




