GTA 6 costa troppo poco. A dirlo non è un giocatore deluso o un fan che vorrebbe pagare di più per capriccio, ma un analista di mercato che ha messo sul tavolo una cifra ben precisa: il prezzo giusto, secondo lui, sarebbe di 200 dollari. Si tratta di Ben Thompson, fondatore di Stratechery, che tra il serio e il faceto ha provato a sostenere questa tesi con qualche argomentazione più solida di una semplice boutade.
Perché un analista parla di 200 dollari per GTA 6
Il ragionamento parte da un presupposto affascinante. Secondo Thompson, il nuovo lavoro di Rockstar Games potrebbe essere “l’ultimo grande gioco”, una produzione realizzata in gran parte prima dell’arrivo massiccio dell’intelligenza artificiale. Lo definisce il culmine della maestria artigianale applicata alle produzioni tripla A, il frutto di anni e anni di sangue, sudore e lacrime. Parole forti, che dipingono GTA 6 come un oggetto quasi irripetibile.
A rincarare la dose c’è anche un aneddoto curioso. “Siamo arrivati al punto di avere analisti di Twitter che contano i mozziconi di sigaretta fuori dagli uffici di Rockstar per vedere quanto stanno lavorando”, ha raccontato l’analista, riferendosi al crunch a cui sarebbero sottoposti gli sviluppatori. Un’immagine grottesca ma che rende bene l’idea di quanto attenzione ruoti attorno a questa uscita.
Che sia una provocazione appare piuttosto chiaro. L’informazione sulle sigarette e la percezione di GTA 6 come produzione colossale hanno un fondamento reale, ma la questione del prezzo va presa con le pinze, anche perché non trova sostegno praticamente da nessuna parte. L’idea che si tratti di un titolo dalla produzione fuori scala è condivisa da molti, però definirlo “l’ultimo grande gioco” prima dell’era dell’IA è complicato. È probabile infatti che questa tecnologia sia stata usata in qualche misura anche nel suo sviluppo, vista la diffusione che ormai ha nell’intero settore.
Il prezzo reale di GTA 6 e cosa dice il mercato
Vale la pena ricordare che alcuni sviluppatori di Rockstar Games hanno denunciato straordinari e disparità salariali proprio in vista del lancio. L’esternazione di Thompson, più che altro, sembra un’ulteriore prova di quanto GTA 6 stia diventando un fenomeno di cultura popolare, capace di uscire dai confini stretti del mondo videoludico.
Prima di conoscere i dettagli ufficiali si è discusso parecchio. Poi sono arrivate le prenotazioni e la conferma del prezzo: 80 euro per l’edizione standard. In molti scommettevano che Take-Two potesse osare di più, forte di un’attrattiva senza rivali e con costi di produzione che sembrano enormi. Invece il publisher ha scelto un approccio pratico, limitandosi a seguire il trend già fissato in questa generazione. I giochi first party di Sony PlayStation sono stati i primi a introdurre lo standard degli 80 euro su PS5, seguiti poi da tutti gli altri.
Negli Stati Uniti la cosa ha fatto più rumore, perché il prezzo di EUR 70 è ancora poco diffuso da quelle parti, dove si è abituati ad arrivare a EUR 61 con una sola eccezione al momento, Mario Kart World. In Europa, invece, la questione è ormai digerita da tempo.