Chi guida un’auto elettrica a Roma ha smesso di entrare gratis nella ZTL. Dal 1° luglio 2026 la musica è cambiata, e non di poco. Il pass annuale ora costa 1.000 euro, che scendono a 500 nelle zone dove le tariffe sono più contenute. Prima bastava registrare la targa e via, senza tirare fuori un centesimo. Adesso anche chi non aveva mai pagato nulla per circolare in centro deve mettere mano al portafoglio. Le auto elettriche hanno insomma perso uno dei loro vantaggi più concreti nella Capitale.
Sulle strisce blu per le ibride non cambia niente
Sul fronte dei parcheggi il discorso è tutt’altro. Il Comune aveva messo in cantiere una stretta selettiva sulla tecnologia ibrida. L’idea era semplice sulla carta, gratuità confermata solo per full hybrid e plug-in, stop invece per le mild hybrid, considerate meno “verdi” e quindi meno meritevoli di trattamenti di favore. Peccato che nella pratica le cose stiano andando in tutt’altra direzione.
A confermarlo è l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, tramite il suo portavoce Daniele De Luca, che ha spiegato come “ancora nessuna novità su quel fronte. Per ora continuano a non pagare le strisce blu tutte le ibride”. Il motivo non è politico ma tecnico. Il libretto di circolazione non fa distinzione tra le sottocategorie di ibrido. Per il sistema di controllo un’auto è semplicemente “ibrida”, punto. Non esiste, al momento, un modo per separare le mild hybrid dalle full hybrid durante la verifica.
Il paradosso di una norma che nessuno può applicare
La direttiva di febbraio partiva da un ragionamento che, in teoria, sta in piedi. Le mild hybrid danno un contributo elettrico marginale, non permettono di muoversi a zero emissioni in città, quindi perché mai dovrebbero godere dello stesso trattamento delle full hybrid o delle plug-in. Un principio condivisibile, certo. Ma la burocrazia dei documenti di circolazione non è mai stata aggiornata per rendere il tutto applicabile. Il risultato è una regola che esiste sulla carta e che nessun vigile può far rispettare davvero.
E Roma non è un’isola in questo scenario disomogeneo. A Milano le regole sono diverse da quelle capitoline. A Napoli la sosta gratuita “a prescindere” è finita, sostituita da abbonamenti agevolati legati all’ISEE. A Firenze i vantaggi ormai si concentrano quasi solo sulle elettriche, con le ibride private di buona parte delle agevolazioni. Torino, dal canto suo, distingue in base alle emissioni certificate. La Capitale resta invece l’unica grande città dove tutte le ibride, nessuna esclusa, continuano a parcheggiare gratis sulle strisce blu, mentre le elettriche hanno appena salutato la gratuità sulla ZTL.
Una stretta lasciata a metà
L’ecosostenibilità di Roma viaggia così a due velocità. Sulla ZTL la stretta sulle elettriche è pienamente operativa e sta già facendo sentire il suo peso su chi entra in centro. Pare che dal 1° luglio siano già stati incassati circa 200mila euro. Sulle strisce blu, invece, la selezione tra i vari tipi di ibrido annunciata a febbraio resta bloccata da un dettaglio pratico che nessuno aveva messo in conto. Finché il sistema di controllo non sarà in grado di leggere la sottocategoria di ibrido direttamente dal libretto, la gratuità resterà valida per tutte quante.