Xpeng ha deciso di non affidarsi più soltanto agli operatori esterni per ricaricare le proprie auto in Europa. Il costruttore cinese si prepara infatti a installare una rete tutta sua di colonnine ultrarapide, con una potenza che nei piani arriva fino a 1.000 kW. Una cifra che, se confermata sul campo, sposterebbe l’asticella parecchio più in alto rispetto a quanto oggi propongono i grandi nomi della ricarica pubblica.
Xpeng: una rete proprietaria per sfidare Tesla e Ionity
L’idea di fondo è semplice da capire, anche per chi non mastica troppo di elettrico. Fino a oggi chi comprava una Xpeng in Europa doveva appoggiarsi alle reti di ricarica gestite da terzi, con tutte le variabili del caso in termini di disponibilità, prezzi e potenza effettiva. Il costruttore vuole cambiare le carte in tavola e costruire una propria infrastruttura, pensata su misura per i suoi modelli.
Il bersaglio dichiarato è chiaro. Da una parte c’è Tesla, che con i suoi Supercharger ha di fatto scritto il manuale su come integrare auto e rete di ricarica in un ecosistema unico. Dall’altra c’è Ionity, il consorzio nato dalla collaborazione tra diversi grandi gruppi automobilistici europei, oggi tra i punti di riferimento per la ricarica ad alta potenza lungo le autostrade del continente. Inserirsi in questo scenario non è banale, ma la mossa di Xpeng dice molto sulle ambizioni del marchio nel Vecchio Continente.
Colonnine da 1.000 kW, un numero che fa rumore
Il dato che cattura subito l’attenzione è ovviamente quello della potenza di ricarica. Parlare di 1.000 kW significa entrare in un territorio quasi da record per quanto riguarda le colonnine pubbliche, ben oltre gli standard a cui oggi siamo abituati. Sulla carta, potenze del genere permetterebbero tempi di sosta ridotti al minimo, avvicinando l’esperienza del pieno elettrico a quella, più familiare, del rifornimento tradizionale.
Va detto che numeri così alti raccontano soprattutto il potenziale massimo dell’infrastruttura. Nella pratica, la velocità reale di ricarica dipende sempre anche dall’auto collegata e dalla sua capacità di assorbire tanta energia in così poco tempo. Resta però il segnale: Xpeng non vuole limitarsi a vendere macchine in Europa, ma punta a controllare anche il pezzo di esperienza che spesso genera più dubbi tra chi valuta il passaggio all’elettrico, cioè proprio la ricarica.
L’arrivo di queste colonnine ultrarapide è previsto sul mercato europeo nel corso di quest’anno. Un tempismo che conferma la volontà del gruppo cinese di accelerare la propria presenza fuori dai confini nazionali, presidiando in prima persona un aspetto tecnico e strategico allo stesso tempo. Costruire una rete proprietaria vuol dire anche fidelizzare i clienti, offrire loro un servizio integrato e, non da ultimo, avere il pieno controllo sulle potenze rese disponibili senza dover dipendere dalle scelte altrui.
Per il mercato europeo si tratta di un ulteriore tassello in una fase di grande fermento intorno alla mobilità a batteria, dove la partita non si gioca solo sulle auto ma sempre di più sulle infrastrutture che le rendono davvero utilizzabili ogni giorno.