La possibilità che Xbox chiuda almeno cinque studi di sviluppo sta scuotendo l’intero settore dei videogiochi in questi giorni. Tra i nomi finiti sotto la lente ci sarebbe Arkane Lyon, e con la chiusura dello studio francese arriverebbe anche la cancellazione definitiva di Marvel’s Blade, il titolo che molti aspettavano. Una notizia pesante, che cade in un momento già teso per chi lavora nel comparto gaming di Microsoft.
Tutto parte da una settimana complicata. Dopo che era circolata la voce di tagli enormi previsti da Xbox alla chiusura dell’anno fiscale, fissata per il 30 giugno, in tanti hanno iniziato a parlare di quella che potrebbe diventare una delle ondate di licenziamenti più dure mai viste nel settore negli ultimi anni. Un primato tristissimo da raggiungere, eppure Xbox sembra in grado di centrarlo. E a poche ore dalla conferma ufficiale dei tagli, è spuntata l’indiscrezione sulla chiusura di “almeno cinque studi”, con Arkane Lyon e il suo gioco su Blade tra i candidati al sacrificio.
Xbox: cosa rischia davvero Arkane Lyon
Secondo quanto trapelato, Microsoft starebbe valutando la chiusura di almeno cinque realtà, tra cui proprio gli sviluppatori dietro Marvel’s Blade. Il gioco doveva uscire in un certo momento di quest’anno, ma la finestra di lancio interna era già slittata al 2027. E come se non bastasse, il progetto sarebbe andato fuori budget. Una combinazione che, nei conti di un’azienda, raramente porta a buone notizie.
C’è però uno spiraglio. La chiusura non è l’unica strada sul tavolo. Come già successo con altri studi tipo Double Fine, Compulsion Games e Ninja Theory, anche per Arkane Lyon si starebbe esplorando l’ipotesi della vendita invece della serranda abbassata del tutto. Tra l’altro, poco prima erano arrivate voci secondo cui Undead Labs, il team dietro State of Decay, sarebbe stato messo sul mercato proprio per evitare la chiusura.
Vendere uno studio non è una garanzia
Potrebbe sembrare una via d’uscita confortante, ma la realtà è più complicata. Vendere o rendere indipendenti questi studi funziona solo se riescono a comprarsi la propria libertà, come fece Toys For Bob, oppure se c’è davvero qualcuno disposto a metterci i soldi, come accadde con KRAFTON quando Microsoft chiuse Tango Gameworks. Due casi che restano l’eccezione, non la regola.
La verità nuda e cruda è che nell’industria non ci sono molte aziende capaci di acquisire studi come Arkane Lyon, Compulsion, Double Fine, Undead Labs o Ninja Theory. Lo scenario in cui tutti e cinque finiscano per chiudere prima della fine della settimana è una possibilità concreta. E se succedesse, la perdita per il settore sarebbe enorme, esattamente come ogni grande addio visto negli ultimi quattro anni. Le chiusure, poi, non sarebbero nemmeno la fine del discorso, perché anche gli studi abbastanza “fortunati” da sopravvivere perderebbero comunque sviluppatori a causa dei tagli.
Chi lavora dentro Microsoft non può fermare i licenziamenti, ma può far sentire la propria voce. E lo sta facendo attraverso la CWA. Più di 3.500 lavoratori di Xbox si sono sindacalizzati sotto questa sigla, e in una conferenza stampa hanno messo in chiaro di essere pronti a opporsi ai tagli. La richiesta è netta, vogliono che Microsoft si sieda al tavolo delle trattative per garantire tutele adeguate, in modo che certe decisioni vengano usate solo come ultima spiaggia, quando proprio non c’è altra scelta.