Il futuro di Xbox passa da una parola che pesa come un macigno: reset. Dopo il cambio al vertice e un giro di licenziamenti tutt’altro che leggero, la piattaforma di Microsoft aveva bisogno di ripartire da zero, e non a caso il post pubblicato questa settimana da Asha Sharma sul blog ufficiale porta proprio quel titolo, “Resetting Xbox”. Dentro c’è la sua visione da nuova CEO, un piano piuttosto ambizioso che vuole toccare ogni angolo del business, dal catalogo dei contenuti fino a come è organizzata l’azienda al suo interno.
E poi c’è quella frase. Una sola, ma capace di scatenare un putiferio. Sharma scrive di volere che Xbox diventi una delle poche realtà in grado di intrattenere più di un miliardo di persone ogni giorno, offrendo a tutti la possibilità di creare e connettersi. Detta così suona bene, quasi da manifesto. Il problema è che numeri di questo tipo, buttati lì con tanta sicurezza, finiscono sempre per accendere discussioni.
Un miliardo di persone o un miliardo di giocatori?
Qui sta tutto il nocciolo della questione, ed è una differenza mica da poco. Perché una cosa è parlare di un miliardo di persone, un’altra è parlare di un miliardo di giocatori. Nel primo caso l’obiettivo, sul lungo periodo, potrebbe pure avere un senso. Basterebbe conteggiare come utenti anche chi non mette il gaming in cima alle proprie abitudini, chi magari usa qualche servizio collegato senza sentirsi davvero un videogiocatore.
Un metro di paragone lo offre WhatsApp, che di persone ne ha superate tre miliardi. Ma lì parliamo di un servizio completamente diverso, pensato per la messaggistica quotidiana e non per l’intrattenimento videoludico. Per arrivare a cifre simili, la divisione di Microsoft dovrebbe in qualche modo snaturare il proprio marchio, allargarlo fino a comprendere pubblici che con il joystick in mano non ci si mettono quasi mai.
Ed è proprio questo il punto che lascia perplessi. L’ambizione dichiarata da Sharma è enorme, forse persino spropositata rispetto a ciò che oggi rappresenta il mondo console e più in generale l’ecosistema costruito attorno al brand. Traguardare la soglia del miliardo giornaliero significa immaginare un Xbox che non è più soltanto una piattaforma per chi gioca, ma qualcosa di molto più esteso, quasi un contenitore di esperienze digitali capace di raggiungere chiunque abbia uno schermo davanti.
Resta il fatto che la nuova guida vuole segnare una discontinuità netta rispetto al passato recente, quello fatto di scelte discusse e di tagli dolorosi. Il termine reset non è messo lì per caso, comunica la volontà di ricominciare con regole diverse e obiettivi rivisti. Se poi quel miliardo sia una meta concreta o soltanto una bandiera piantata per dare una direzione, è un discorso ancora tutto aperto.
Quel che appare chiaro è la volontà di trasformare l’idea stessa di cosa significhi far parte del mondo Xbox, spingendola oltre i confini tradizionali del gaming. Una scommessa grossa, che parte da una frase capace di far parlare più di quanto probabilmente la stessa Sharma si aspettasse.