Quando si parla del peggior incendio nucleare mai avvenuto nel Regno Unito, la mente corre subito a un episodio rimasto a lungo nell’ombra. Il 10 ottobre 1957, ben prima dei disastri atomici che oggi conosciamo tutti, i tecnici del complesso dei reattori di Windscale, una raffineria di plutonio piuttosto sconosciuta, si accorsero che le fiamme stavano divorando il cuore di uno dei reattori. Quell’incendio rischiò sul serio di diventare la Chernobyl del Regno Unito, sprigionando nubi di iodio-131 e polonio-210 che si dispersero per tutta la campagna inglese.
Ciò che evitò una strage fu qualcosa di apparentemente banale. Un filtro installato anni prima sulla ciminiera catturò il 95% di quegli elementi radioattivi. Senza quel filtro, oggi probabilmente staremmo ancora contando le vittime di uno dei peggiori disastri nucleari della storia. A salvare la situazione contribuì anche una buona dose di prontezza nello spegnere l’incendio prima che fosse troppo tardi.
Il gesto che fermò la catastrofe
Le stime parlano comunque di circa duecento decessi nei decenni successivi all’incidente, riconducibili soprattutto a tumori alla tiroide provocati dallo iodio radioattivo e a casi di cancro ai polmoni legati al polonio. Numeri che fanno capire quanto si sia stati vicini al baratro.
Il protagonista di quella mattina fu Tom Tuohy, vice direttore generale dello stabilimento, che l’11 ottobre decise di spegnere le fiamme con l’acqua. Una scelta tutt’altro che scontata, perché il rischio di esplosione era concreto. Davanti alla commissione d’inchiesta Penney, durante l’indagine successiva, Tuohy ammise senza giri di parole: “Eravamo sinceramente spaventati dall’acqua perché non sapevamo se ci sarebbe stata un’esplosione o meno”. Il timore era fondato. Il metallo fuso, a contatto con l’acqua, avrebbe potuto ossidarsi e generare un’esplosione devastante. Per questo il suo intervento venne definito quasi eroico.
Un disastro tenuto nascosto per trent’anni
C’è un altro aspetto che rende questa vicenda ancora più inquietante. Al momento dei fatti, e per molti anni a seguire, il governo britannico decise di insabbiare in gran parte l’accaduto. La notizia completa di quell’incendio nucleare che stava per diventare una seconda Chernobyl non doveva fare il giro del mondo. Gran parte dei dettagli, in particolare i rischi enormi che si erano corsi, dovevano restare segreti.
Windscale rappresenta il primo incidente nucleare di rilevanza pubblica e il più grave nella storia dell’Europa occidentale. Oggi il sito ha cambiato nome e si chiama Sellafield, ma resta una delle aree con la più alta contaminazione radioattiva al mondo.
Nonostante il tentativo di tenere tutto sotto silenzio, qualcosa trapelò. Il governo vietò subito la vendita del latte prodotto entro un raggio di 200 miglia dal sito, temendo che le mucche al pascolo nelle vicinanze fossero state esposte a livelli pericolosi di iodio. Solo trent’anni più tardi l’indagine sul disastro venne portata completamente alla luce, sancendo ufficialmente quel primato che nessuno avrebbe voluto: il peggior disastro nucleare del Regno Unito prima di Chernobyl.