Windows 11 riceve un aggiornamento che promette di rendere il sistema operativo sensibilmente più veloce e reattivo, e stavolta non si tratta di miglioramenti percepibili solo sulla carta. Microsoft ha avviato la distribuzione della patch identificata dal codice KB5089573, disponibile per le versioni 24H2 e 25H2 di Windows 11 sotto forma di cosiddetto “C Update”, cioè un aggiornamento non legato alla sicurezza e quindi opzionale. Per installarlo bisogna andare manualmente in Windows Update e applicarlo da lì. Chi preferisce aspettare, lo riceverà comunque in automatico con uno dei prossimi aggiornamenti cumulativi mensili, probabilmente già con quello di giugno.
Il cuore della novità riguarda le prestazioni. Microsoft ha introdotto una tecnica chiamata “low latency profile” che, nei test condotti con gli Insider, aveva già fatto parlare parecchio di sé. I numeri sono piuttosto eloquenti: l’apertura di menu e flyout (come il menu Start o il calendario) può risultare fino al 70% più rapida, mentre il lancio delle app migliora fino al 40%. In pratica, Windows 11 dovrebbe risultare molto più scattante nella risposta agli input dell’utente. Non è un ritocchino, insomma: è un salto percepibile nell’uso quotidiano.
Le altre novità: audio condiviso, Task Manager potenziato e webcam più flessibili
Ma l’aggiornamento KB5089573 non si limita a rendere Windows 11 più veloce. Porta con sé un pacchetto piuttosto ricco di funzionalità aggiuntive. Una delle più interessanti è Shared Audio, che consente di condividere l’audio del PC con due dispositivi Bluetooth contemporaneamente, sfruttando la tecnologia Bluetooth LE Audio. Due persone possono quindi ascoltare musica o guardare un film sullo stesso computer usando ciascuna le proprie cuffie. L’attivazione avviene rapidamente dal pannello delle impostazioni rapide nella barra delle applicazioni.
Anche il Task Manager ha ricevuto attenzione. Ora include un monitoraggio molto più dettagliato delle attività della NPU, quel coprocessore dedicato all’intelligenza artificiale presente nei chip più recenti. Gli utenti possono tenere sotto controllo la percentuale di utilizzo, la memoria dedicata e i processi legati all’AI. Da segnalare che ora vengono rilevate anche le NPU integrate nelle GPU.
Sul fronte delle webcam, la funzione Multi App Camera permette a più applicazioni di accedere contemporaneamente allo stesso flusso video della fotocamera, eliminando quei fastidiosi conflitti tra software che costringevano a chiudere un programma prima di aprirne un altro. Debutta inoltre una modalità Basic Camera, pensata per migliorare compatibilità e stabilità quando si verificano problemi hardware o legati ai driver.
Piccoli dettagli che fanno la differenza
Tra le novità meno appariscenti ma comunque gradite, durante la prima configurazione di un nuovo computer gli utenti possono finalmente scegliere un nome personalizzato per la propria cartella home. Sembra un dettaglio da poco, eppure era una di quelle mancanze che infastidivano parecchia gente.
Per quanto riguarda l’accessibilità, Microsoft ha migliorato gli annunci vocali in Magnifier quando viene usato insieme a uno screen reader, estendendo il funzionamento anche ai contenuti protetti. La modalità lente è stata resa più fluida nell’utilizzo.