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Sui telefoni di molti italiani sta ricomparendo un messaggio dall’aria innocua, la richiesta di votare una bambina che partecipa a un concorso di danza. È la cosiddetta truffa della ballerina, un raggiro che corre su WhatsApp e che la Polizia Postale, attraverso il Commissariato di PS Online, ha segnalato di nuovo dopo aver registrato una nuova ondata di casi. Il meccanismo è semplice e proprio per questo funziona. Arriva una foto della piccola, poi un link per esprimere la propria preferenza, e dietro quel collegamento si nasconde un tentativo di sottrarre l’account.
Chi abbocca rischia di perdere l’accesso al proprio profilo WhatsApp. A quel punto i criminali possono usarlo per scrivere ad amici e parenti e chiedere soldi, sfruttando la fiducia che le persone ripongono in un nome conosciuto.
Come funziona il raggiro della ballerina
Non si tratta di una novità assoluta. La tecnica circola da diversi mesi, ma l’aumento delle segnalazioni ha spinto le forze dell’ordine a lanciare un nuovo avviso, diffuso anche sui social il 10 ottobre. Il messaggio è chiaro: la truffa della ballerina sta colpendo di nuovo centinaia di utenti e basta un singolo clic per mettere a rischio la sicurezza dell’account e dei dati personali.
L’aspetto più insidioso riguarda il mittente. Il messaggio può arrivare da un contatto salvato in rubrica, magari un collega o un familiare, il cui profilo potrebbe essere già finito nelle mani dei truffatori. Ecco perché tanti abbassano la guardia. Una volta aperto il link si finisce su un sito che chiede prima di inserire il numero di telefono e poi un codice di verifica ricevuto sul dispositivo.
È qui che si gioca tutto. Quel codice serve a registrare WhatsApp su un altro smartphone e, una volta comunicato, permette ai malintenzionati di impadronirsi del profilo. Il passaggio sembra innocuo, quasi una formalità, ed è esattamente quello su cui contano i criminali.
Le precauzioni per proteggere l’account
Lo scorso giugno WhatsApp aveva presentato nuove funzioni di sicurezza pensate per aiutare a riconoscere alcune operazioni sospette prima di autorizzarle. Gli strumenti della piattaforma però non bastano da soli, soprattutto quando la richiesta proviene da una persona nota e non sembra nascondere nulla di strano. La Polizia Postale raccomanda di “diffidare dei messaggi che invitano a partecipare a concorsi o votazioni attraverso siti esterni” e, nel dubbio, di verificare con il mittente attraverso una semplice telefonata.
C’è poi una regola che vale sempre. I codici ricevuti da WhatsApp “non devono mai essere comunicati ad altre persone” e non vanno nemmeno digitati su pagine raggiunte tramite collegamenti sospetti. Un altro scudo utile è la verifica in due passaggi con PIN, che si attiva dalle impostazioni dell’app nella sezione Account.
Esistono anche alcuni campanelli d’allarme da non ignorare. Se l’applicazione si disconnette senza motivo oppure segnala un tentativo di registrare il numero su un altro dispositivo, conviene muoversi subito per recuperare l’accesso. In caso di furto dell’account le forze dell’ordine invitano ad avvisare rapidamente i propri contatti usando canali di comunicazione diversi, così da evitare che vengano coinvolti in ulteriori raggiri. Quanto accaduto può essere segnalato attraverso i canali ufficiali del Commissariato di PS Online.
Fonte: TecnoAndroid


