I post sponsorizzati nei canali WhatsApp avranno finalmente un modo chiaro per farsi riconoscere. Chi gestisce un canale può ora etichettare in maniera ufficiale gli aggiornamenti nati da una collaborazione commerciale, senza più doversi arrangiare come capita. Una piccola svolta che punta tutto sulla trasparenza, un tema che negli ultimi tempi Meta ha deciso di prendere piuttosto sul serio.
Come funziona la nuova etichetta sui canali WhatsApp
Fino a poco tempo fa gli amministratori dei canali WhatsApp se la cavavano un po’ a modo loro. Chi scriveva una nota nel testo, chi aggiungeva un asterisco, chi inseriva una frase per avvisare che quel messaggio arrivava da un accordo a pagamento. Insomma, niente di uniforme e spesso poco visibile per chi leggeva di fretta. Adesso le cose cambiano perché Meta ha messo a disposizione uno strumento vero e proprio, pensato apposta per segnalare i contenuti sponsorizzati. La novità è già in fase di rilascio sulle versioni più aggiornate dell’app, sia su Android che su iOS. Il vantaggio è evidente. La natura commerciale del messaggio si capisce subito, grazie a un design standard e uguale per tutti. Col passare dei giorni e delle settimane diventerà una di quelle cose che l’occhio riconosce al volo, senza bisogno di leggere ogni parola.
Un’etichetta che non si può togliere
Applicarla è semplice. L’amministratore tiene premuto sull’aggiornamento del canale, poi seleziona la voce dedicata alla partnership a pagamento. Da quel momento il post risulta contrassegnato come contenuto commerciale e chiunque lo veda sa esattamente di cosa si tratta. C’è però un dettaglio interessante che merita attenzione.
Una volta messa, quell’etichetta non si può più rimuovere. Scelta precisa, questa, e neanche banale. L’idea è evitare comunicazioni che cambiano faccia da un momento all’altro, con modifiche successive capaci di rendere tutto meno chiaro. Se un contenuto nasce da un accordo commerciale, resta segnato così. Punto. In questo modo si tiene alla larga il rischio di manovre poco pulite, quelle che potrebbero minare la fiducia di chi segue un canale WhatsApp e finire per ottenere l’effetto opposto rispetto alla trasparenza dichiarata.
Il ragionamento dietro questa mossa è abbastanza lineare. Sempre più creator e aziende usano i canali per comunicare con il proprio pubblico, e con loro crescono anche le collaborazioni economiche. Avere un sistema riconoscibile e non manipolabile serve a mettere ordine in un ambito che, fino a ieri, viaggiava un po’ alla cieca. Per gli amministratori significa uno strumento in più, standard e semplice da usare. Per chi legge, invece, la possibilità di distinguere subito un aggiornamento normale da uno sponsorizzato, senza dover indovinare nulla.