Il 2017 sembrava pronto a segnare una svolta, alcuni bozzetti erano pronti per portare nell’azienda qualcosa di nuovo con un pizzico retrò. Stepan Rehak, designer Volkswagen, ha mostrato un’auto che doveva far sognare, parte della serie “Blast from the Past”. Nessuna anticipazione all’epoca, nessun concept svelato al pubblico, appena un disegno nascosto. Solo ora, dalle profondità degli archivi, viene rivelata. I tratti erano quelli di una coupé sportiva, scolpita su passaruota massicci e proporzioni tese, pronta a inserirsi nella neonata gamma ID. Il richiamo a un modello storico era evidente: la Volkswagen SP2, rara icona venduta solo in Brasile tra il 1972 e il 1976. Auto sconosciuta in Europa, oggi quasi leggendaria. Il design rievocava le sue forme slanciate, con linee tese e basse, scolpite per evocare velocità. Un’idea però rimasta sospesa nel tempo. All’epoca, l’elettrico era ancora una scommessa di pochi e così a produzione fu orientata altrove, verso modelli più pratici, verso una gamma Volkswagen ID ancora da realizzare.
Nata per la piattaforma MEB, la Volkswagen mai diventata reale
La piattaforma MEB, già in fase di sviluppo, avrebbe accolto questa sportiva elettrica Volkswagen con la stessa base delle attuali ID.3, ID.4 e ID.5. Il disegno lasciava intuire un’architettura ottimizzata per prestazioni, con baricentro basso e carreggiate larghe. Nessuna scheda tecnica è stata mai scritta, né cifre ufficiali sono emerse. Solo l’intuizione di una sportiva pura, forse a trazione posteriore, come la SP2 del passato. Non una supercar, ma un’auto da guidare con emozione, il tipo di prodotto che oggi manca nel listino. Oggi il marchio GTI è destinato a tornare anche in chiave elettrica. Non sembrano tuttavia ancora esserci piani per una sportiva completamente nuova. Perché non osare allora? Perché lasciare un progetto così evocativo nell’ombra per così tanto tempo? Le basi in qualche modo ci sono.
Cosa sarebbe successo se fosse arrivata davvero? Quei bozzetti eleganti evocano un passato che cerca ancora un posto nel futuro. Il tempo l’ha resa un fantasma, un’idea che avrebbe potuto dare carattere alla gamma Volkswagen ID. L’eredità della SP2 avrebbe potuto rivivere in chiave moderna. I fari sottili, la coda spiovente, la forma atletica: ogni dettaglio sembrava pronto ed invece è rimasta lì. Solo carta e tratto, senza motore, senza strada. Adesso però il pubblico l’ha vista e forse, qualcuno rimpiangerà davvero il fatto che questa Volkswagen non abbia mai accelerato.