Quando un produttore dichiara di aver creato lo smartphone fotografico definitivo, è sempre meglio prenderla con le pinze. Eppure, dopo l’ottima impressione lasciata dai modelli precedenti della serie, il marchio cinese ha deciso di alzare l’asticella in modo drastico. Vivo X300 Ultra è arrivato sul mercato globale e le prime prove sul campo confermano quello che la scheda tecnica già lasciava intuire: siamo davanti a un dispositivo pensato, costruito e ottimizzato per chi vive di fotografia.
Partiamo da una premessa che Vivo non ha cercato di nascondere. Questo non è uno smartphone per tutti. Il corpo pesa circa 240 grammi, il modulo fotocamere sporge parecchi millimetri dalla scocca posteriore, e l’ingombro generale non è esattamente da telefono “tascabile”. Ma sotto la carrozzeria c’è il meglio disponibile oggi: processore Snapdragon 8 Elite Gen 5, 16 GB di RAM e una batteria da ben 6.600 mAh. Tutta questa potenza bruta serve essenzialmente a una cosa: far girare al meglio il comparto fotografico, che è il vero cuore pulsante di Vivo X300 Ultra.
Un sistema fotografico che fa paura (nel senso buono)
Le specifiche del comparto ottico fanno impressione anche solo su carta. Il sensore principale da 200 megapixel, con dimensione 1/1.12″, scatta normalmente a 12 MP sfruttando il pixel binning per ottenere un contrasto e un range dinamico superiori. Però è possibile forzare la risoluzione massima, e qui le cose si fanno davvero interessanti: in modalità 200 MP la capacità di ritaglio è tale da permettere di identificare soggetti a quasi 100 metri di distanza.
Ma la vera star del modulo è il teleobiettivo periscopico. Si tratta di un secondo sensore da 200 MP dedicato a uno zoom ottico di 3,7x, con una resa nel modo ritratto che colpisce per la naturalezza del bokeh, lontano anni luce da quel tipico ritaglio software a cui ormai ci siamo abituati. Vivo X300 Ultra registra anche video in 4K multifocale a 120 FPS con profilo a 10 bit, una caratteristica che apre possibilità serie in fase di correzione colore in post produzione.
Sul fronte software, la app nativa della personalizzazione Vivo offre strumenti di editing basati su intelligenza artificiale: un gomma magica per eliminare persone o oggetti indesiderati e un ampliatore di immagini capace di generare un inquadratura più ampia senza dover scattare nuovamente la foto.
Accessori inclusi e un prezzo che fa discutere
Come già successo con il fratello minore Pro, anche Vivo X300 Ultra arriva accompagnato da una serie di accessori esterni. Nella confezione si trovano una cover speciale con attacco a vite, un’impugnatura con batteria supplementare e controlli fisici, un anello per treppiede, un rig con ventola di raffreddamento e, soprattutto, un teleconvertitore da 400 millimetri. Quest’ultimo trasforma lo smartphone quasi in un telescopio: accoppiando questa lente è possibile avvicinarsi a soggetti distanti quasi 500 metri con una qualità più che accettabile. Certo, portarsi dietro tutto l’armamentario rende il dispositivo ingombrante per l’uso quotidiano, ma apre scenari creativi davvero insoliti per uno smartphone.
E qui si arriva al punto dolente. Vivo X300 Ultra viene proposto a un prezzo di 2.399 euro. Una cifra che sfonda qualsiasi tetto visto finora nel mondo degli smartphone. Va detto però che questo importo non si riferisce solo al telefono (che tra l’altro monta 1 TB di archiviazione), ma a un pacchetto indivisibile che include tutti gli accessori fotografici e video. Il dispositivo non si vende separatamente.
Questa scelta commerciale lo allontana nettamente dall’utente medio alla ricerca di un top di gamma e lo posiziona in una nicchia molto precisa: quella fascia di prezzo in cui è già possibile acquistare corpo macchina e ottiche di una mirrorless. Vivo X300 Ultra è, senza giri di parole, il telefono più capace sul mercato per fare fotografie, ma richiede un investimento che sta alla pari con la sua ambizione.