Unreal Engine 6 arriva con una mossa che farà discutere parecchio, ovvero l’integrazione di modelli di intelligenza artificiale generativa direttamente dentro al motore grafico. Epic Games lo ha presentato come uno strumento pensato per accelerare lo sviluppo e, parole loro, per “ridurre il lavoro più tedioso”. Tradotto in parole povere, l’idea è togliere dalle spalle dei team tutta quella parte ripetitiva e noiosa che porta via tempo prezioso.
Il tema, prevedibilmente, scalderà gli animi. Succede sempre quando si parla di IA applicata a settori creativi, basti pensare alle polemiche attorno al DLSS 5 di NVIDIA. Qui però il discorso cambia un po’, perché inserire questa tecnologia a livello di engine apre scenari diversi rispetto a quelli visti finora. È una delle prime volte in cui l’intelligenza artificiale generativa viene messa così in profondità tra gli strumenti di sviluppo standard, e questo da solo segna una differenza notevole rispetto ai motori grafici precedenti.
Le tre grandi novità di Unreal Engine 6
Sotto certi aspetti Unreal Engine 6 è un’evoluzione abbastanza lineare. Rendering migliorato, tempi di lavoro più rapidi, cicli di iterazione più snelli, tutto quello che ci si aspetta da un aggiornamento serio. Ma secondo Epic Games il vero salto in avanti passa da tre elementi precisi.
Il primo è il passaggio al nuovo modello di programmazione del gameplay chiamato Verse. Il secondo è l’impegno a rendere contenuti e codice portabili e interoperabili tra giochi diversi, una cosa che fino a poco fa sembrava quasi fantascienza. Il terzo, appunto, è l’integrazione dei modelli di IA generativa. Su quest’ultimo punto Epic ci tiene a chiarire un aspetto delicato. L’intelligenza artificiale dentro al motore non dovrebbe portare a una standardizzazione della parte artistica. Anzi, il ragionamento dell’azienda è l’opposto. Velocizzando i passaggi più ripetitivi dello sviluppo, l’idea è liberare tempo e risorse da dedicare alla creatività vera.
Come funziona l’IA dentro al motore
I modelli supportati sono nomi che ormai conosciamo bene, come Claude, Gemini e altri ancora, con la possibilità per ogni sviluppatore di scegliere i propri preferiti tramite appositi strumenti integrati nell’engine. Durante la presentazione State of Unreal le dimostrazioni sono state piuttosto concrete.
In un caso uno sviluppatore ha usato dei prompt rivolti a Claude per riempire in tempo reale alcuni scenari di oggetti, tutti pescati dalla libreria di asset di Unreal Engine, semplicemente descrivendo cosa voleva. In un altro momento, sempre tramite prompt, sono state modificate l’illuminazione e il meteo di un ambiente seguendo le richieste fatte al modello. Roba che, fino a ieri, richiedeva passaggi manuali lunghi e a volte parecchio frustranti. La presentazione ha riservato anche altre sorprese. Unreal Engine 6 permetterà di usare le skin di Fortnite in altri giochi costruiti sullo stesso motore, e ovviamente vale anche il contrario. Sul fronte spettacolo, infine, è stata mostrata una tech demo di Gears of War: E-Day, annunciato a sorpresa insieme a un nuovo Rocket League durante il Paris Major.