L’idea di poter ringiovanire il cervello con un semplice spray nasale sembra fantascienza, eppure un gruppo di ricercatori della Texas A&M University ha presentato risultati che vanno esattamente in quella direzione. Il loro spray nasale sperimentale, testato finora solo su modelli animali, sarebbe capace di ripristinare la memoria, ridurre l’infiammazione cronica cerebrale e migliorare la funzionalità delle cellule del cervello. E tutto questo, stando allo studio pubblicato sul Journal of Extracellular Vesicles, con sole due applicazioni.
Vale la pena fare un passo indietro per capire il contesto. Quando il cervello invecchia, tende a sviluppare un’infiammazione cronica di basso grado, conosciuta anche come neuroinflammaging. Questa condizione interferisce con la memoria, con il pensiero e con la capacità del cervello di adattarsi a situazioni nuove. È considerata una delle principali cause delle malattie neurodegenerative, eppure potrebbe non essere del tutto irreversibile. L’approccio dello spray nasale per contrastare l’invecchiamento cerebrale non è del tutto inedito: qualche anno fa, un team coordinato da Fiorenzo Conti dell’Università Politecnica delle Marche aveva già mostrato come fosse possibile ringiovanire le cellule della microglia e ridurre l’infiammazione cerebrale attraverso una somministrazione nasale. “Le malattie legate all’invecchiamento cerebrale, come la demenza, rappresentano un grave problema di salute a livello mondiale”, ha spiegato Ashok Shetty, autore principale del nuovo studio. “Quello che stiamo dimostrando è che l’invecchiamento cerebrale può essere invertito, aiutando le persone a mantenere la mente lucida e a non subire il declino cognitivo legato all’età”.
Come funziona lo spray nasale sperimentale
Lo spray nasale sviluppato dal team di Shetty si basa su microscopiche particelle biologiche chiamate vescicole extracellulari, normalmente addette al trasporto di materiale genetico tra le cellule. In questo caso, però, sono state caricate con microRna, molecole capaci di regolare numerosi geni e percorsi di segnalazione nel cervello. Somministrate tramite spray nasale, queste particelle raggiungono direttamente il tessuto cerebrale senza bisogno di procedure invasive. “La somministrazione intranasale ci permette di raggiungere e trattare il cervello direttamente”, ha precisato il co-autore Maheedhar Kodali. Una volta arrivate a destinazione, le particelle hanno preso di mira le cellule immunitarie coinvolte nell’infiammazione cronica, riuscendo a sopprimere i meccanismi infiammatori alla base dell’invecchiamento cognitivo.
Ma lo spray nasale non si è limitato a questo. Ha anche ripristinato l’attività dei mitocondri, quelle minuscole strutture cellulari responsabili della produzione di energia, permettendo alle cellule cerebrali di recuperare la capacità di elaborare e immagazzinare informazioni. “Stiamo ridando vitalità ai neuroni riducendo lo stress ossidativo e riattivando i mitocondri del cervello”, ha aggiunto Madhu Leelavathi Narayana Narayana. I test comportamentali condotti sui modelli animali trattati hanno confermato risultati significativamente migliori nei compiti di memoria e riconoscimento. “Stiamo assistendo all’attivazione dei sistemi di riparazione del cervello, che guariscono l’infiammazione e si rigenerano”, ha commentato Shetty.
Effetti rapidi e duraturi, ma servono ancora studi
Un aspetto particolarmente interessante riguarda la durata degli effetti: i benefici dello spray nasale sono comparsi rapidamente e si sono mantenuti per mesi dopo sole due applicazioni. “Man mano che perfezioniamo questa terapia, un semplice spray nasale a due dosi potrebbe un giorno sostituire procedure invasive e rischiose, o forse persino mesi di farmaci”, ha dichiarato Shetty. Naturalmente sono ancora necessarie ulteriori ricerche prima che il trattamento possa essere sperimentato sugli esseri umani. Però lo studio dimostra qualcosa di importante: l’invecchiamento cerebrale potrebbe non essere semplicemente una parte inevitabile della vita. “Il nostro approccio ridefinisce il significato dell’invecchiamento”, ha aggiunto Shetty. “Puntiamo a un invecchiamento cerebrale di successo: mantenere le persone attive, vigili e connesse. Non solo vivere più a lungo, ma vivere in modo più intelligente e sano”.