La Commissione Europea ha annunciato il finanziamento di oltre 60 nuovi progetti per il Green Deal, per accelerare la transizione energetica e il raggiungimento di un’economia a zero emissioni. Questo forte impegno dimostrato nel tempo va anche a rafforzare la leadership dell’UE nella lotta al cambiamento climatico. Le nuove iniziative, selezionate attraverso il programma Horizon Europe, coprono settori strategici come energia pulita, mobilità sostenibile, economia circolare, tutela della biodiversità e tecnologie digitali per la sostenibilità.
I progetti saranno realizzati in collaborazione con università, centri di ricerca, imprese e amministrazioni locali dei Paesi membri. L’UE investirà oltre 500 milioni di euro per sostenere innovazioni che spaziano in diversi ambiti. Si va dalla produzione di idrogeno verde alla cattura e stoccaggio del carbonio, fino allo sviluppo di nuovi materiali a basso impatto ambientale. Alcuni dei progetti riguarderanno anche il cambiamento delle città europee, con soluzioni basate sulla natura stessa per mitigare gli effetti delle ondate di calore e dell’inquinamento.
L’Unione Europa conferma il suo impegno con il Green Deal, stanziati circa 61 nuovi progetti
Tra le priorità indicate da Bruxelles troviamo l’efficienza energetica degli edifici, il potenziamento delle reti rinnovabili e la riduzione della dipendenza dalle materie prime critiche. L’Unione punta inoltre a creare nuove opportunità di lavoro, promuovendo una transizione equa che coinvolga cittadini, PMI e territori meno sviluppati.
Secondo la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, il Green Deal “non è solo un piano ambientale, ma una strategia economica per rafforzare la competitività europea e garantire un futuro più sano e sostenibile”. Insomma, un traguardo che non riguarda e coinvolge solo i piani alti ma i cittadini, che necessita della cooperazione di tutti e che può portare a numerosi vantaggi per ciascuno di noi.
Questi nuovi progetti confermano la volontà dell’UE di mantenere la rotta verso la neutralità climatica prefissata per il 2050, puntando su ricerca, innovazione e cooperazione tra i Paesi membri per costruire un’Europa più verde, digitale e resistente. Un’Europa in grado di non farsi scalfire ma anzi di fare marcia indietro per contenere i danni del cambiamento climatico.