Mentre Apple e OpenAI si scannano a colpi di cause legali per presunti furti tecnologici, una realtà cinese ha fatto quello che i due giganti stanno ancora inseguendo. Il protagonista si chiama StepX Neo, un telefono pensato attorno all’intelligenza artificiale che è già stato mostrato al mondo, senza troppi clamori ma con un tempismo che sa quasi di beffa. La favola della lepre e della tartaruga, insomma, tradotta nel mondo degli smartphone.
Apple e OpenAI intrappolate in una guerra legale
La settimana scorsa Apple ha depositato una causa piuttosto pesante contro OpenAI, accusandola di aver rubato tecnologia proprietaria, progetti di circuiti e architetture di componenti destinate a una serie di dispositivi AI rivolti ai consumatori. Roba delicata, perché entrambe stanno lavorando a prodotti che dovrebbero cambiare il modo in cui interagiamo con la tecnologia.
OpenAI, dal canto suo, ha in cantiere diversi apparecchi. Ci sono degli auricolari con nome in codice interno “Sweetpea”, che però potrebbero arrivare sul mercato con il marchio “Dime”, e un dispositivo a forma di penna battezzato internamente “Gumdrop”. Ultimamente però la società sembra aver spostato l’attenzione verso un vero e proprio telefono, dove gli utenti si affiderebbero a un agente AI capace di lavorare in tempo reale, combinando modelli sul dispositivo e nel cloud, invece di aprire singole app per ogni compito.
Anche Apple non sta ferma. Nel mirino ci sono occhiali smart, alcuni solo audio e altri con realtà aumentata, delle AirPods Pro dotate di fotocamera (anche se le voci più recenti parlano di un progetto messo in stand by) e un ciondolo o spilla AI da indossare, con più fotocamere, altoparlante, microfoni e ricarica wireless. Quest’ultimo funzionerebbe soprattutto come tramite per dare comandi a Siri, appoggiandosi in gran parte a iPhone per l’elaborazione, pur avendo un chip a bordo simile a quello dentro le AirPods o Apple Watch.
StepX Neo arriva prima di tutti
Ed eccoci al punto. Mentre i due colossi si perdono nelle aule dei tribunali, StepX Neo è già stato presentato come un telefono agentico costruito attorno a un modello di intelligenza artificiale. Gira sul sistema operativo nativo Step AOS e integra l’agente Amoo AI, pensato per completare compiti che attraversano tutto il sistema e le varie applicazioni, senza doversi muovere tra un’app e l’altra.
Le specifiche non sono banali. A seconda della regione si trova un Snapdragon 8 Gen 4 oppure uno Snapdragon 8 Elite Gen 5. Ci sono tagli di memoria da 12GB e 16GB di RAM, un pannello principale da 6,78 pollici con risoluzione 1.5K o 2K e, cosa curiosa, un secondo schermo interattivo sul retro usato per notifiche istantanee e per parlare direttamente con l’agente AI.
La versione top di gamma monta una tripla fotocamera con tre sensori da 50MP. Invece la batteria da 5.500mAh regge una ricarica cablata da ben 100W. Data di uscita e prezzo, per ora, restano un mistero.
C’è un dettaglio da tenere presente. Essendo un prodotto cinese, con ogni probabilità il StepX Neo dovrà fare i conti con ostacoli normativi per arrivare negli Stati Uniti e in Europa, e questo potrebbe concedere un po’ di respiro proprio ad Apple e a OpenAI.