Ben Starr non le ha mandate a dire. Ospite del podcast Pause for Thought, l’attore ha scaricato una raffica di critiche sulla strategia di Microsoft per la divisione Xbox, arrivando ad accusare l’azienda di aver mentito sugli obiettivi delle acquisizioni e sul modo in cui ha gestito gli studi interni. Parole pesanti, che cadono in un momento tutt’altro che casuale.
Le dichiarazioni infatti arrivano a pochi giorni dall’annuncio di una ristrutturazione enorme, che coinvolgerà circa 3.200 dipendenti della divisione. Metà dei posti è stata cancellata subito, mentre il resto dei tagli sarà completato entro la fine dell’anno fiscale in corso, previsto per giugno 2027. In pratica si parla di circa il 20% della forza lavoro di Xbox, stimata attorno alle 15.000 persone.
Le accuse di Ben Starr sulla consolidazione degli studi
Il nocciolo della questione, per Starr, riguarda il messaggio che Microsoft avrebbe fatto passare durante la grande fase di espansione partita tra il 2018 e il 2019. Sono gli anni in cui Xbox si è messa in casa una lunga lista di studi: Playground Games, Ninja Theory, Undead Labs, Compulsion Games, Obsidian Entertainment, inXile Entertainment.
All’epoca, sostiene l’attore, mettere tutti questi studi sotto un unico ombrello venne raccontato come una garanzia. Un modo per proteggere la creatività degli sviluppatori e dare loro stabilità economica. “Forse all’epoca non sembrava una bugia, ma oggi sappiamo che era falso sostenere che la consolidazione fosse una cosa positiva”, ha detto. E ha riassunto così la narrativa di quegli anni: “La consolidazione è una cosa positiva. La consolidazione è protezione”. Un racconto che ha respinto senza troppi giri di parole. “Semplicemente non è vero”.
Il caso Senua e la questione trasparenza
Un altro bersaglio è stata la presentazione di Senua durante l’Xbox Games Showcase del giugno 2026. Secondo Starr, Microsoft avrebbe annunciato il progetto e la sua disponibilità su Xbox Game Pass pur senza avere davvero l’intenzione di finanziarne lo sviluppo. Il collegamento sembra rimandare a un report precedente, secondo cui quel gioco sarebbe stato mostrato soprattutto per rendere più appetibile Ninja Theory in vista di una possibile vendita. Un acquirente per lo studio poi c’è stato, questo è confermato, ma l’attore ha bollato come poco chiara tutta la comunicazione attorno al titolo.
“Era davvero così difficile rimuovere l’annuncio di Senua?”, ha domandato. “Dal punto di vista della comunicazione, il messaggio che state dando è che siete disposti a mentire: quanto dovrei fidarmi di voi in futuro quando vi presenterete di nuovo davanti al pubblico?”. Starr ha comunque tenuto a chiarire che non se la prende con singole persone, ma con quello che definisce “un problema di marketing”.
Nel mirino sono finite anche le vicende di Compulsion Games e Double Fine. Nel memorandum interno diffuso ai dipendenti il 6 luglio, Microsoft aveva dipinto il ritorno all’indipendenza dei due studi come un’occasione, spiegando che entrambi avrebbero mantenuto le proprie proprietà intellettuali e ricevuto il sostegno economico per far partire nuovi progetti. Anche qui Starr ha alzato la mano. Difficile leggere la faccenda in chiave positiva, ha osservato, quando tanti dipendenti stanno perdendo il lavoro senza sapere nemmeno il perché. “Stanno perdendo il lavoro e non sanno perché”, ha detto.