Red Storm Entertainment non svilupperà più videogiochi. La decisione arriva direttamente da Ubisoft, che ha scelto di ritirare lo storico studio della North Carolina dalla produzione attiva, con un impatto diretto su 105 dipendenti che perderanno il posto. Una notizia che pesa parecchio, soprattutto considerando il ruolo che questo team ha avuto nella storia degli sparatutto tattici.
Stando a quanto riportato dal portale specializzato GamesIndustry.biz, Red Storm Entertainment non chiuderà del tutto i battenti. Resterà tecnicamente operativo, ma con funzioni completamente diverse: supporto al motore grafico Snowdrop, assistenza clienti e supporto IT. Niente più giochi, niente più sviluppo creativo. Una trasformazione radicale per uno studio che, fino a pochi anni fa, aveva ancora progetti attivi in cantiere.
Quasi trent’anni di storia tra Rainbow Six e Ghost Recon
Red Storm Entertainment è stato co-fondato nel 1996 nientemeno che da Tom Clancy in persona, prima di entrare nell’orbita di Ubisoft con l’acquisizione del 2000. Da lì in avanti, lo studio ha lavorato su alcuni dei franchise più importanti del publisher francese: Rainbow Six, Ghost Recon, fino ad arrivare ad Advanced Warfighter nel 2006. Titoli che hanno contribuito a definire un intero genere e che ancora oggi vengono considerati punti di riferimento.
Negli anni successivi, Ubisoft ha progressivamente spostato Red Storm Entertainment verso la realtà virtuale. Sono nati progetti come Werewolves Within, Star Trek: Bridge Crew e Assassin’s Creed Nexus VR. L’ultimo tentativo significativo è stato The Division Heartland, uno spin-off free to play della popolare serie action, cancellato nel 2024 dopo una serie infinita di ritardi. Prima ancora, era saltato anche Splinter Cell VR. Insomma, gli ultimi anni non sono stati esattamente generosi con lo studio.
Ubisoft e la strategia dei tagli continui
Quello che sta succedendo a Red Storm Entertainment non è un caso isolato. Rientra in un piano di riduzione costi molto più ampio che Ubisoft sta applicando su scala globale. Solo nel 2026, il publisher ha già tagliato personale presso Massive Entertainment, lo studio dietro The Division e Star Wars Outlaws, e anche presso il team che stava lavorando al remake di Splinter Cell.
A questo si aggiunge la cancellazione di ben sette giochi, tra cui il tanto atteso remake di Prince of Persia: The Sands of Time. Un progetto annunciato anni fa che ha attraversato uno sviluppo a dir poco travagliato, passando di mano tra diversi studi senza mai riuscire a vedere la luce.
La situazione di Ubisoft appare sempre più complicata. I tagli continuano a colpire studi storici e progetti su cui si lavorava da tempo, e Red Storm Entertainment rappresenta forse il caso più simbolico: uno studio che ha letteralmente inventato un genere, ora ridotto a funzioni di supporto tecnico, mentre 105 persone che ci lavoravano si ritrovano senza un impiego. L’ennesima ondata di licenziamenti in un settore gaming che, nel 2026, continua a vivere una fase di forte contrazione.