Il colosso francese TotalEnergies ha stretto un accordo con l’amministrazione Trump che segna un punto di svolta per il settore dell’eolico offshore negli Stati Uniti. Il governo americano rimborserà alla società circa 870 milioni di euro, la cifra che era stata versata durante l’era Biden per ottenere le concessioni necessarie alla costruzione di due parchi eolici al largo delle coste di New York e della North Carolina. Quei progetti adesso non si faranno più, e i capitali prenderanno una direzione completamente diversa.
Il denaro verrà reinvestito in petrolio, gas naturale e GNL sul suolo americano. Tra le condizioni previste dall’intesa ci sono l’aumento della produzione petrolifera nel Golfo del Messico e la realizzazione di nuove centrali elettriche a gas, pensate in particolare per alimentare la crescente domanda energetica dei data center.
Il Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti ha parlato di “accordo storico“, sostenendo che TotalEnergies reindirizzerà i capitali destinati a “costosi e inaffidabili progetti eolici offshore verso progetti di gas naturale più accessibili e affidabili, che garantiranno energia sicura ai lavoratori americani”. E ha aggiunto, senza troppi giri di parole: “Il popolo americano non pagherà più sussidi ideologici che hanno beneficiato solo l’inaffidabile e costosa industria dell’eolico offshore.”
L’amministrazione Trump contro l’eolico offshore: una posizione che viene da lontano
Non è esattamente una sorpresa. Doug Burgum, Segretario dell’Interno, ha definito l’energia eolica offshore “uno dei sistemi più costosi, inaffidabili, dannosi per l’ambiente e dipendenti dai sussidi mai imposti ai consumatori e ai contribuenti americani”. Ha poi accolto con favore l’impegno di TotalEnergies nello sviluppo di progetti capaci, a suo dire, di ridurre le bollette degli americani e garantire un approvvigionamento energetico di base sicuro.
Del resto la contrarietà del Presidente Trump verso l’eolico offshore risale addirittura al 2012, quando provò a bloccare un progetto visibile da uno dei suoi campi da golf in Scozia. “Questo tipo di impianti fa impazzire le balene”, aveva dichiarato all’epoca. Di recente il governo ha ordinato l’interruzione dei lavori su altri parchi eolici già autorizzati a livello federale, invocando ragioni di sicurezza nazionale.
Cosa farà TotalEnergies con quei soldi
La società francese ha spiegato la propria posizione senza troppe ambiguità: l’eolico offshore “non è il modo più conveniente per produrre elettricità”. Un problema diventato ancora più evidente dopo che i sussidi federali sono stati completamente azzerati, rendendo quei progetti economicamente insostenibili. TotalEnergies ha però precisato che non intende abbandonare l’eolico onshore, né il fotovoltaico e le batterie. La rinuncia riguarda esclusivamente la componente offshore.
I fondi recuperati saranno destinati alla costruzione dell’impianto GNL da 29 milioni di tonnellate a Rio Grande, in Texas, e allo sviluppo delle attività petrolifere e del gas negli Stati Uniti. TotalEnergies ha specificato che “questi investimenti contribuiranno a rifornire l’Europa di GNL proveniente dagli Stati Uniti, di cui ha tanto bisogno, e a fornire gas per lo sviluppo dei data center statunitensi”.