Il futuro MacBook Ultra non sarebbe mai stato un affare economico, questo era chiaro fin dall’inizio. Design più sottile, pannello OLED e per la prima volta un touchscreen su un portatile della mela: ingredienti che da soli bastano a far lievitare il prezzo. Ci si mettono anche i rincari legati alla memoria, sempre più cara, e adesso arriva un ulteriore elemento che rischia di spingere ancora più in alto il costo di produzione. Un nuovo rapporto racconta infatti che Apple ha preso una decisione destinata a pesare sul portafoglio di chi vorrà mettere le mani su questo laptop.
Di solito l’azienda di Cupertino preferisce affidarsi a più fornitori per uno stesso componente. È una strategia che serve a due cose: garantire una fornitura più affidabile e, soprattutto, avere margine per trattare condizioni migliori. Lo stesso approccio era stato immaginato per il MacBook Ultra. Solo che, stando a una fonte interna alla catena di produzione, alla fine la scelta è caduta su un unico fornitore per lo schermo. E questo cambia parecchio le carte in tavola.
Perché Samsung ha vinto la partita
Apple lavora con tre partner sul fronte dei display lungo tutta la sua gamma di prodotti: Samsung, LG e BOE. Quest’ultima finora si è occupata soltanto dei pannelli destinati ai dispositivi di fascia più bassa, lasciando gli ordini più importanti divisi tra le altre due. Ma il display del MacBook Ultra non è uno schermo qualsiasi. Anzi, sarà il più sofisticato mai montato su un prodotto Apple.
Mettere insieme un OLED tandem e un touchscreen su dimensioni grandi come quelle di un portatile è tutto tranne che semplice. E qui entra in gioco la questione dei volumi. Secondo il rapporto, LG non è riuscita a raggiungere le quantità richieste da Apple, che pretendeva una produzione di massa basata su substrati di grandi dimensioni. Samsung Display ha risposto con la sua linea OLED di generazione 8.6, mentre LG avrebbe valutato di usare la linea di sesta generazione già esistente.
Produrre OLED per laptop è possibile anche con le linee di sesta generazione, non è quello il problema. Solo che l’efficienza dei substrati e la produttività sono più basse rispetto alla 8.6. In pratica i volumi iniziali sarebbero stati troppo ridotti, e così Apple ha scelto Samsung Display come fornitore esclusivo. La complessità logistica di gestire due fornitori non valeva la candela, viste le quantità limitate che LG avrebbe potuto garantire. LG, tra l’altro, non dovrebbe produrre schermi per il MacBook di punta prima del 2029, nella migliore delle ipotesi.
Cosa significa tutto questo per il prezzo
Il ragionamento è abbastanza lineare. Affidarsi a un solo fornitore mette Samsung in una posizione di forza molto più solida quando si tratta di negoziare il prezzo dei pannelli. Tradotto: i costi di produzione per Apple salgono. E quando i costi salgono, di norma finiscono sulle spalle di chi compra, esattamente come è già accaduto con i rincari legati alla memoria.
Il MacBook Ultra si preannuncia quindi come un dispositivo dal prezzo importante, potenzialmente parecchio elevato. Chi sta valutando l’aggiornamento dovrà fare bene i conti prima di decidere se vale davvero la pena.


