The Blood of Dawnwalker arriverà il 3 settembre su PS5, e dopo una lunga demo mostrata dallo studio Rebel Wolves di Varsavia, il quadro che emerge è quello di un GdR a mondo aperto ambientato in una brutale Europa del XIV secolo, pieno di vampiri, scelte morali e un orologio che non smette mai di correre.
Trenta giorni per salvare una famiglia
La storia parte forte. Il protagonista, Coen, cerca di proteggere la sorella Lunka, infetta dalla peste nera, da un’esecuzione ingiusta. A salvarli interviene il potente lord vampiro Brencis, che costringe Lunka a bere il suo sangue. Lei si riprende, certo, ma il prezzo è altissimo: il villaggio nei Carpazi dove vive Coen finisce sotto un regime di terrore, obbligato a pagare una regolare “tassa di sangue”. Protezione vampirica in cambio di vite umane. Chi si ribella o mostra debolezza viene eliminato come monito per tutti gli altri.
Dopo una serie di eventi devastanti, Coen viene colpito dalla maledizione dei vampiri, dato per morto, e la sua famiglia rapita. Da quel momento scattano 30 giorni e 30 notti per salvarla. Ed è qui che The Blood of Dawnwalker introduce la sua meccanica più interessante: ogni azione significativa fa avanzare l’orologio. Missioni secondarie, scelte nei dialoghi, persino sbloccare certe abilità nell’albero dei poteri ha un costo in termini di tempo.
Potrebbe sembrare una fonte di ansia, soprattutto considerando che il mondo di gioco è enorme, pieno di caverne, miniere, paludi e villaggi. Ma il team assicura di aver testato a fondo il bilanciamento. Konrad Tomaszkiewicz, CEO e game director, ha spiegato che l’obiettivo non è punire chi gioca, ma far sentire il peso di un grande evento che si avvicina. Il direttore creativo Mateusz Tomaszkiewicz ha aggiunto che sarà possibile completare la maggior parte del gioco prima dello scadere del tempo, e che anche quando il timer finisce, la partita non si interrompe necessariamente: ci sono conseguenze, ma si può andare avanti. Volendo, raggiunto un certo punto della storia, si può andare direttamente a sfidare Brencis, anche se la difficoltà sarà molto più alta.
Ogni scelta ha un costo reale
Le conseguenze delle scelte sono centrali in The Blood of Dawnwalker. Non sorprende, visto che diversi membri del team, che oggi conta oltre 160 persone, arrivano da CD Projekt RED e hanno lavorato a The Witcher 3: Wild Hunt. Ma la meccanica temporale aggiunge un livello ulteriore.
Nella demo, Coen riceve più missioni contemporaneamente: recuperare erbe curative per la madre, aiutare un’abitante di nome Gremla. Si possono accettare vari obiettivi in parallelo o ignorarli per dare priorità ad altro. Le conseguenze si materializzano concretamente: durante un evento pubblico orchestrato da Brencis, Gremla viene impiccata e mamma Esme uccisa. Che a morire sia un personaggio secondario o uno centrale, il gioco prosegue, lasciando convivere con le ramificazioni delle proprie decisioni.
C’è anche un altro elemento da tenere d’occhio. Coen ha una barra della sete di sangue. Se scende troppo, viene consumato da una fame insaziabile: le ombre nere diventano visibili anche durante i dialoghi, e ogni opzione conversazionale si trasforma in un inquietante “Cedi alla fame” in rosso, impossibile da rifiutare. Mateusz ha raccontato che questa meccanica non era prevista inizialmente, è emersa in modo organico durante lo sviluppo, e si è rivelata così adatta alla formula di gioco che sembrava fosse sempre stata parte del progetto.
Per placare la sete non serve per forza attaccare gli umani. Cervi, orsi, branchi di lupi: ci si può nutrire di qualsiasi animale, evitando magari di eliminare un alleato utile o un PNG importante. Anche se, va detto, non tutte le alleanze reggono. Alcuni personaggi tradiranno, e le sfumature di grigio sono una costante.
Due volti, un albero delle abilità
Le esperienze notturne di Coen come vampiro sono radicalmente diverse da quelle diurne come umano, con PNG e missioni specifiche disponibili solo in certi momenti. L’albero delle abilità si divide in tre rami: stregoneria di giorno, poteri vampirici di notte e combattimento con le spade utilizzabile in entrambe le fasi. Alcune abilità sono addirittura bloccate dietro specifici tipi di sangue vampirico: nella lore del gioco, ogni vampiro possiede una mutazione unica, e prosciugandone un altro è possibile rubarne il potere.
Il combattimento è stato descritto come fluido e intuitivo, con marcatori chiari per gli attacchi in arrivo, utili per gestire blocchi e parate, e segnali rossi a forma di teschio per gli assalti che non si possono parare. Nella demo è stato mostrato uno scontro con The Forgotten Guardian, un pesante mini boss scheletrico corazzato che si aggira in una rovina sotterranea.
Quanto dura il tutto? Secondo Konrad, per alcuni membri del team The Blood of Dawnwalker richiede dalle 55 alle 70 ore per essere completato. E questo, ha precisato, è solo l’inizio: il gioco non rappresenta un punto d’arrivo ma una storia sulle origini, con la narrazione già pianificata attraverso diverse epoche.