Tesla Optimus potrebbe presto avere una casa produttiva tutta sua, e non in un posto qualsiasi: parliamo della Gigafactory di Shanghai, lo stabilimento che già oggi rappresenta uno dei motori più potenti dell’intera macchina industriale di Tesla. La notizia arriva dopo una recente visita istituzionale proprio alla Gigafactory di Shanghai, durante la quale Allan Wang Hao, figura di primo piano tra i dirigenti di Tesla in Cina, ha fatto capire chiaramente che lo stabilimento potrebbe trasformarsi nel centro nevralgico per la produzione su larga scala dei robot umanoidi. Non è una dichiarazione buttata lì per caso.
Se si pensa a cosa rappresenta già oggi quella fabbrica, il quadro diventa piuttosto interessante: nel corso del 2025, la Gigafactory di Shanghai ha sfornato qualcosa come 851.000 veicoli. Numeri che parlano da soli e che danno la misura delle capacità produttive di quello stabilimento. Tesla Optimus, il progetto di robot umanoide che Elon Musk porta avanti ormai da tempo, si trova ancora nella fase di prototipazione. Quindi, per essere chiari, non siamo davanti a una linea di produzione già attiva. Però il segnale lanciato durante la visita è forte: il passaggio dalla prototipazione alla produzione effettiva potrebbe avvenire proprio in Cina, sfruttando le infrastrutture e il know how già consolidati a Shanghai.
Tesla vuole essere molto più di un costruttore di auto
C’è un filo conduttore che lega tutto questo, ed è la visione che Elon Musk ha espresso in più occasioni pubbliche. Il fondatore di Tesla sta spingendo con decisione perché la società venga percepita in modo diverso da come molti ancora la vedono. Non solo un produttore di auto elettriche, per quanto leader di settore, ma un’azienda protagonista nel campo dell’intelligenza artificiale e della robotica avanzata. E a quanto pare, non si tratta solo di parole: qualcosa si sta muovendo concretamente sul fronte operativo.
La scelta di guardare alla Gigafactory di Shanghai come possibile polo per Tesla Optimus ha una sua logica piuttosto evidente. Lo stabilimento cinese è già rodato, ha dimostrato di saper gestire volumi enormi e dispone di una catena di fornitura matura. Se davvero la robotica diventerà uno dei pilastri del futuro di Tesla, avere a disposizione un impianto di quel calibro per passare dalla fase sperimentale a quella industriale rappresenta un vantaggio non da poco.
Il ruolo della Cina nella strategia di Tesla
Quello che emerge da questa vicenda è che l’oriente, e la Cina in particolare, potrebbe diventare il terreno su cui si sviluppa una rete di produzione dedicata proprio alla robotica targata Tesla. La Gigafactory di Shanghai non sarebbe più soltanto il luogo dove nascono le vetture elettriche destinate al mercato asiatico e non solo, ma un vero e proprio hub tecnologico con una doppia anima: automotive e robotica.
Per ora Tesla Optimus resta un progetto in evoluzione, ancora legato alla fase di prototipazione. Ma le parole di Allan Wang Hao, pronunciate nel contesto di una visita istituzionale, suggeriscono che i piani per il futuro sono già ben delineati e che Shanghai giocherà un ruolo chiave nel momento in cui si deciderà di premere l’acceleratore sulla produzione dei robot umanoidi.