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Tesla Cybercab ad Austin: ora le corse arrivano fino a mezzanotte

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Il servizio di robotaxi che Tesla gestisce ad Austin con il suo Cybercab allunga ancora la propria giornata. Da ora la flotta di veicoli autonomi accetta prenotazioni e richieste di corsa dalle sei del mattino fino a mezzanotte, con un’ora in più rispetto a prima nella fascia serale. La novità è arrivata ai passeggeri tramite una notifica nell’applicazione ufficiale e riduce a sole sei ore la finestra notturna in cui, per il momento, nessuna auto è disponibile.

Si tratta di un passo in avanti importante, perché avvicina il servizio alla copertura dell’intera giornata, che resta il vero traguardo dichiarato dall’azienda di Elon Musk. E il percorso fatto finora mostra con chiarezza la direzione presa.

La strada verso un servizio attivo H24

L’estensione di questi giorni è soltanto l’ultima tappa di una serie di modifiche graduali. Ad agosto le auto circolavano tra le 6 del mattino e le 22, quindi per sedici ore al giorno. Poi l’orario è stato spinto fino alle 23 grazie all’arrivo di oltre cento nuovi Cybercab nella flotta locale, e adesso si arriva a mezzanotte. Oggi i mezzi in servizio attivo nella città texana sono più di trecento, un numero che dà la misura di quanto il progetto stia crescendo.

L’obiettivo ufficiale di Tesla non è cambiato e punta a un servizio commerciale continuo, attivo ventiquattr’ore su ventiquattro senza più alcuna interruzione serale. Secondo le stime diffuse dall’azienda il traguardo arriverà insieme al rilascio di FSD v15, la nuova versione del software di guida. Il salto previsto è notevole, visto che i parametri della rete neurale dovrebbero crescere di dieci volte, passando da circa un miliardo a ben dieci miliardi. Più potenza, in sostanza, per gestire situazioni che oggi mettono ancora in difficoltà il sistema e che impediscono di coprire le ore più buie.

Il buio resta il nemico numero uno di Tesla Vision

Il principale ostacolo ingegneristico che separa il robotaxi di Tesla dall’operatività H24 è proprio la guida in assenza di luce naturale. Qui entra in gioco una scelta progettuale molto precisa, che distingue la casa americana dalla concorrenza. Rivali diretti come Waymo impiegano un insieme ridondante di sensori composto da telecamere, radar e dispositivi LiDAR, capace di mappare l’ambiente esterno in tre dimensioni. Il sistema Tesla Vision invece si affida unicamente a sensori ottici passivi e ad algoritmi neurali, senza strumenti aggiuntivi a fare da supporto.

Quando il sole cala questa impostazione mostra i suoi limiti. Lo ha spiegato lo stesso Elon Musk, indicando come criticità maggiore l’individuazione di piccoli ostacoli con un basso contrasto cromatico. L’esempio scelto è piuttosto eloquente e parla di gatti grigi in movimento sull’asfalto scuro. Per una telecamera riconoscerli in tempo nelle ore notturne non è affatto banale, ed è su questo genere di dettagli che si gioca la possibilità di eliminare la pausa notturna.

Le autorità federali osservano da vicino

Mentre gli orari si allungano poco alla volta, la flotta autonoma di Tesla resta sotto la lente delle autorità federali statunitensi. La NHTSA ha avviato un’indagine preliminare che riguarda circa mille veicoli tra Model Y e Cybercab. Al centro della verifica ci sono alcune segnalazioni relative al superamento dei limiti di velocità nelle zone scolastiche, anche se finora non si sono registrati incidenti né feriti.

Sul fronte degli orari molto dipenderà dal nuovo software. Se l’integrazione di FSD v15 rispetterà le tempistiche previste, l’azzeramento della pausa notturna per i Cybercab di Austin potrebbe concretizzarsi a breve.

Fonte: TecnoAndroid

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