Le telecamere Tesla potrebbero finalmente dire addio al loro problema più fastidioso. La casa americana ha brevettato un sistema di tergicristalli pensato apposta per gli obiettivi delle auto, una soluzione che promette di mantenere la visibilità intatta a prescindere dal meteo. Chi guida una Tesla conosce bene quel messaggio irritante che compare sullo schermo: telecamere ostruite, pulire le telecamere o attendere il ritorno della visibilità. E non serve mica avventurarsi fuori strada per vederlo apparire. Basta un po’ di pioggia per rendere gli obiettivi completamente ciechi.
La cosa curiosa è che, stavolta, niente magie o tecnologie fantascientifiche. Il principio alla base del brevetto Tesla è conosciuto da una vita: si tratta semplicemente di montare dei buoni vecchi tergicristalli sulle telecamere del veicolo. Quando la visibilità peggiora troppo, le spazzole si attivano da sole per ripulire l’obiettivo. Una soluzione già adottata da alcuni costruttori, soprattutto per i fari delle auto. Dove sta allora l’originalità che giustifica un deposito di brevetto?
Una spazzola che imita la palpebra umana
La differenza è tutta nella forma. I tergicristalli classici puliscono una superficie piatta, come il parabrezza. Quelli pensati da Tesla, invece, devono strofinare la lente di una telecamera sferica. Devono quindi seguire quella curvatura specifica per garantire la massima efficacia. Il dispositivo, in pratica, imita apertamente il movimento di una palpebra che pulisce l’occhio.
Il funzionamento è abbastanza ingegnoso. La telecamera tiene sotto controllo da sola la qualità dell’immagine. Se fango, acqua o neve ricoprono l’obiettivo al punto da compromettere la visibilità, parte una sequenza di pulizia: viene spruzzato del liquido lavavetri sulla lente, poi una spazzola lo rimuove. Il tutto in totale autonomia, perché il sistema decide da solo quando intervenire e non può essere attivato a comando.
Tesla precisa anche che il sistema di pulizia può usare liquidi diversi. Oltre al classico lavavetri, vanno bene soluzioni a base di alcol o di lubrificante. Volendo, anche la semplice acqua fa il suo lavoro. E c’è un altro dettaglio non da poco: l’insieme è abbastanza compatto da non richiedere modifiche pesanti al veicolo. Le telecamere, per esempio, resterebbero esattamente dove sono adesso.
Perché un brevetto così semplice conta davvero
Viene da chiedersi perché fare tanto rumore per una soluzione apparentemente banale, che gli altri costruttori non si sognano nemmeno di brevettare. Il motivo sta in una scelta precisa: Tesla ha deciso di affidarsi esclusivamente alle telecamere per i suoi sistemi di assistenza alla guida. Sensori, radar e LiDAR vengono considerati inutili. Una decisione che ha fatto discutere parecchio, e che ha spinto altre case automobilistiche a prendere in giro l’azienda per lungo tempo.
Si potrebbe pensare che il costruttore californiano arrivi un po’ in ritardo. Quello che in molti ignorano, però, è che questo sistema di pulizia esiste già sui Robotaxi, seppur in una forma diversa. Tesla era quindi ben consapevole del problema, ma non aveva ancora portato una soluzione sui modelli destinati al grande pubblico. L’arrivo di questo sistema di lavaggio potrebbe rassicurare i futuri proprietari, che si ritroverebbero un FSD capace di funzionare a prescindere dalle condizioni meteo.