Le stelle cadenti di luglio non hanno la fama di quelle di agosto, ma il mese riserva comunque qualche sorpresa per chi ama guardare il cielo. Niente Perseidi, niente Lacrime di San Lorenzo, niente centinaia di meteore all’ora che riempiono i prati di osservatori improvvisati. Quello che offre luglio è un appuntamento doppio concentrato in una sola notte, più qualche occasione sparsa nel resto del mese che vale davvero la pena tenere d’occhio.
Gli sciami di inizio mese e il picco delle Gamma Draconidi
Il primo appuntamento rilevante è quello delle Pegasidi di luglio, con il picco nella notte tra il 9 e il 10 luglio. Uno sciame modesto, si parla di circa 3 meteore all’ora al massimo, ma le condizioni sono buone. La Luna è in fase calante e non disturba più di tanto, e l’osservazione riesce meglio dall’emisfero boreale.
Il momento centrale del mese arriva invece il 28 luglio con le Gamma Draconidi. Uno sciame capace in passato di regalare veri e propri outburst, fino a 30-40 meteore all’ora. Nel 1977 e nel 2003 le Delta Acquaridi sfiorarono le 40 meteore orarie, anche se di norma questo sciame si ferma intorno a 5. Il problema nel 2026 ha un nome preciso, ed è la Luna. Il picco cade troppo vicino alla Luna piena del 29 luglio, e per un’osservazione comoda non è certo l’ideale.
La notte clou tra il 30 e il 31 luglio
Il vero appuntamento arriva nella notte tra il 30 e il 31 luglio, quando convergono due sciami distinti: le Delta Aquaridi Meridionali e le Alfa Capricornidi. Le stelle cadenti, in fondo, non sono altro che frammenti di detriti cometari che entrano nell’atmosfera ad alta velocità, e in questo caso i due sciami arrivano da comete diverse. Le Delta Aquaridi sono le più consistenti delle due. Attive da metà luglio fino ad agosto, con un tasso zenitale teorico di 20-25 meteore all’ora in condizioni ideali. Il radiante si trova nella costellazione dell’Acquario, le meteore sono veloci e lasciano spesso scie persistenti. Il corpo progenitore è probabilmente la cometa 96P/Machholz, anche se l’origine esatta resta incerta.
Le Alfa Capricornidi sono tutta un’altra storia. Il tasso orario è basso, 4-5 meteore all’ora, ma questo sciame è famoso per qualcosa che non ha a che fare con la quantità. Produce meteore lente e straordinariamente luminose, a volte veri e propri bolidi, visibili anche dall’interno delle città. Il progenitore è la cometa 169P/NEAT. Il radiante sorge poco prima rispetto a quello delle Delta Aquaridi, nella costellazione del Capricorno. I due radianti sono vicini nel cielo, quindi chi osserva nella stessa notte può cogliere meteore di entrambi gli sciami senza spostare lo sguardo.
C’è però un ostacolo concreto. Nel 2026 il picco arriva appena dopo la Luna piena del 29 luglio, e la luce lunare cancellerà le meteore più deboli riducendo di parecchio il numero di scie visibili. La strategia migliore, indicata anche dall’Unione Astrofili Italiani, è quella di posizionarsi in modo da tenere la Luna nascosta dietro un edificio, un albero o una collina, scegliendo un sito il più lontano possibile dall’inquinamento luminoso. Provarci vale comunque la pena, soprattutto per le Alfa Capricornidi. I loro bolidi lenti e brillanti si vedono anche con un cielo degradato. Qualcuno riesce a farsi notare pure quando tutto il resto scompare nel bagliore della Luna.