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Un furto di batterie dal valore stimato di circa 500.000 euro ha colpito la catena di approvvigionamento di Stellantis in Francia. I ladri si sono portati via un intero rimorchio carico di celle e moduli per batterie, parcheggiato nei pressi dello stabilimento di Hordain, nel dipartimento del Nord, a poca distanza da Valenciennes. Il colpo sarebbe andato in scena nel cuore della notte, circa quindici giorni prima che la notizia diventasse pubblica, all’interno di una piattaforma logistica utilizzata dal costruttore.
Le modalità dell’azione hanno attirato subito l’attenzione degli inquirenti. Non sembra affatto un gesto improvvisato, anzi. Tutto lascia pensare a un’operazione molto mirata, al punto che gli investigatori stanno privilegiando la pista del grande banditismo, quella che porta dritta alle organizzazioni criminali strutturate e capaci di pianificare con cura ogni singolo passaggio. Mezzo milione di euro di merce sparito in una sola notte, del resto, difficilmente è opera di dilettanti.
Il colpo davanti allo stabilimento di Hordain
Il mezzo pesante si trovava in un centro logistico gestito da un fornitore di Stellantis, collocato proprio di fronte alla fabbrica di Hordain. La struttura serve a gestire il flusso dei componenti destinati alle linee produttive del gruppo, quindi rappresenta un punto nevralgico per far arrivare i pezzi giusti al momento giusto. I malviventi sarebbero riusciti a impossessarsi dell’intero rimorchio e ad allontanarsi senza che, almeno in un primo momento, qualcuno riuscisse a impedire la loro fuga.
La stessa Stellantis ha confermato l’episodio. Il gruppo automobilistico ha fatto sapere di essere stato informato del furto di merci avvenuto presso uno dei propri prestatori di servizi logistici e ha precisato che quest’ultimo ha già presentato denuncia alla gendarmeria. Sul valore del bottino però la casa non si è sbilanciata. La cifra di circa 500.000 euro arriva infatti da una fonte vicina al dossier e finora non ha ricevuto alcuna conferma ufficiale da parte del costruttore, che si è limitato a riconoscere la sottrazione del carico.
Perché celle e moduli valgono così tanto
Va chiarito un aspetto importante. La refurtiva non era composta da batterie complete già pronte per essere installate sulle automobili, ma dai componenti che servono a realizzarle. Il processo funziona più o meno così: le celle vengono assemblate all’interno dei moduli, che a loro volta vengono integrati con l’elettronica e con gli altri elementi di protezione necessari per ottenere un accumulatore finito e funzionante. Quello rubato vicino a Hordain era insomma il materiale di partenza, la base su cui si costruisce il cuore delle vetture elettrificate.
Parliamo comunque di pezzi dal notevole valore industriale. Al loro interno ci sono materie prime strategiche come litio, nichel, manganese e cobalto, elementi la cui disponibilità e la cui lavorazione pesano parecchio sui costi di produzione. Proprio questa combinazione di risorse preziose e complessità di trasformazione rende celle e moduli così costosi, e di conseguenza così appetibili per chi agisce fuori dalla legge.
Il fatto che valgano molto, però, non significa che siano facili da piazzare sul mercato illegale. La tracciabilità dei componenti costituisce un primo ostacolo concreto per chi volesse rivenderli. A questo si aggiungono specifiche tecniche molto particolari e le condizioni richieste per maneggiarli correttamente, fattori che rendono decisamente più complicato un eventuale riciclaggio commerciale della merce sottratta a Stellantis.
Fonte: TecnoAndroid


