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Lo Steam Next Fest, la vetrina periodica con cui Valve mette in mostra le demo dei videogiochi indipendenti, ha chiuso la sua ultima edizione tra parecchie polemiche. Il motivo è piuttosto chiaro: la qualità media dell’offerta è calata in modo evidente proprio mentre il numero di titoli presenti cresceva a dismisura, una crescita legata soprattutto all’intelligenza artificiale. Valve ha risposto alle critiche e, almeno per il momento, il suggerimento rivolto ai giocatori è abbastanza semplice. Bisogna avere un po’ di pazienza e lasciar passare qualche giorno prima di dedicarsi alle prove gratuite.
Un consiglio che a prima vista può sembrare curioso ma che in realtà dipende dal modo in cui la piattaforma organizza i contenuti durante l’evento. Ed è proprio su questo meccanismo che l’azienda ha voluto fare chiarezza, senza però negare che i giochi di bassa qualità siano diventati un problema concreto.
Perché i primi giorni dello Steam Next Fest sembrano così caotici
Il tema è stato affrontato durante Steam Indie Connect, un evento pensato per gli sviluppatori, da Tom Giardino e Marc Wilkinson, entrambi membri del team Steam Business di Valve. Wilkinson ha spiegato che nei primi due giorni dello Steam Next Fest gli utenti si trovano davanti a un elenco di demo del tutto casuale. Solo dopo questa fase iniziano a comparire i consigli personalizzati, che fanno da filtro e tagliano fuori buona parte dei contenuti meno curati. Secondo la società molte delle lamentele sarebbero arrivate proprio nella fase iniziale, quando il sistema di raccomandazioni non era ancora entrato in funzione. C’è però un dettaglio che pesa parecchio. Le demo di scarsa qualità non sono sparite dopo i primi giorni ma sono rimaste disponibili per tutta la durata della manifestazione, semplicemente con meno visibilità rispetto all’inizio.
Una selezione casuale che ha un costo
La scelta di partire da un elenco casuale, ha chiarito Wilkinson, ha uno scopo preciso. Serve a garantire a tutti gli sviluppatori la stessa esposizione e a prevenire possibili abusi del sistema. Un’idea di equità che però porta con sé un effetto collaterale, e Valve non lo nasconde. “Siamo consapevoli che il compromesso è che alcuni giochi di bassa qualità ottengono visibilità”, ha dichiarato Wilkinson. “Siamo pienamente al corrente della situazione e ci sono già delle persone che stanno valutando come risolvere il problema”. Parole che confermano quindi come all’interno dell’azienda si stia già lavorando a una possibile correzione, anche se per ora non sono stati condivisi dettagli su come potrebbe cambiare la struttura dell’evento.
Troppe demo e sempre più difficile trovare quelle buone
L’altra questione emersa riguarda la quantità di titoli in vetrina, cresciuta in maniera sensibile da un’edizione all’altra. Giardino ha descritto la situazione come “il pendolo che oscilla verso il lato opposto”, ricordando che tre anni fa alla rassegna partecipavano “soltanto 50 o 100 giochi”. Un numero che oggi appare lontanissimo rispetto all’enorme catalogo di demo proposto agli utenti.
Valve si dice comunque soddisfatta dell’ultima edizione dello Steam Next Fest. Tra i giocatori però la percezione è piuttosto diversa. Molti ritengono che sia diventato sempre più complicato individuare le proposte davvero interessanti senza affidarsi ai social network e ai siti di recensioni, e che l’evento somigli più a una discarica di prodotti realizzati con poco impegno che a una vetrina curata con attenzione. Un quadro in cui l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla produzione di giochi pubblicati su Steam si è fatto sentire in modo evidente.
Fonte: TecnoAndroid


