La nuova chat AI di Spotify arriva per cambiare il modo in cui si scopre la musica, trasformando l’app da semplice lettore a qualcosa con cui si può davvero conversare. Basta chiedere di ascoltare artisti mai sentiti prima, oppure qualcosa di più ritmato, e l’applicazione risponde con una selezione che si affina man mano che il dialogo va avanti. Si può parlare a voce o scrivere, poco importa. L’idea di fondo resta la stessa: dialogare per capire cosa si ha voglia di sentire.
Questa novità estende l’esperienza già vista con il DJ AI, quello che selezionava i brani al posto dell’utente, portandola in tutta l’app. Ora la conversazione è possibile nelle viste Home e In Riproduzione da mobile, con scambi bidirezionali che modellano ciò che poi viene proposto. In pratica, Spotify diventa un interlocutore, non più solo un contenitore di canzoni.
Cosa si può chiedere alla chat
Le possibilità sono parecchie e coprono diversi bisogni. Il primo, forse il più intuitivo, riguarda la scoperta di nuova musica. Si può digitare qualcosa come “fammi ascoltare artisti che non conosco” e l’app propone una prima rosa di brani. Da lì si aggiusta il tiro: aggiungi un certo artista, solo uscite recenti, qualcosa di più energico. La playlist si aggiorna in tempo reale, seguendo il filo del discorso.
Poi c’è la parte dedicata alla cronologia degli ascolti. L’assistente permette di frugare nel proprio passato musicale con domande tipo “quando ho ascoltato questa canzone per la prima volta?” oppure “quali generi ho sentito di più negli ultimi mesi?”. Anni di dati diventano così materiale per una chiacchierata, quasi un archivio personale interrogabile a voce.
Non manca la possibilità di ottenere informazioni sui contenuti. Cosa ha ispirato un brano, quando è uscito un album, quali artisti hanno uno stile affine. Lo stesso discorso vale per podcast e audiolibri, con spiegazioni e approfondimenti calati nel contesto di ciò che si sta ascoltando.
Comandi vocali e disponibilità
C’è anche il lato pratico, quello del controllo diretto. L’assistente esegue azioni senza dover uscire dalla conversazione: salva questa canzone, aggiungila alla coda, segui questo artista. Tutto dalla chat, senza saltare da una schermata all’altra o perdersi nei menu dell’app.
Il funzionamento ricorda da vicino quello di ChatGPT, ma applicato alla musica. Non si limita a rispondere e chiudere lì. Ascolta il seguito, coglie le nuove richieste e adatta la proposta. L’utente affina, la conversazione prosegue, e mano a mano il risultato si avvicina a ciò che cerca davvero. La nuova funzione è in fase di rollout in questi giorni su mobile, nei mercati dove il servizio è già disponibile.