Le ambizioni di SpaceX nel mondo della telefonia mobile non sono più un mistero, e adesso la società di Elon Musk potrebbe scatenare una guerra di offerte molto aggressiva contro i tre grandi operatori americani. Il colosso satellitare ha già provato, senza successo, a stringere un accordo da operatore virtuale con AT&T, Verizon e T-Mobile, quel tipo di intesa che gli avrebbe permesso di offrire con facilità servizi di connettività satellitare diretta verso i dispositivi. Ora però la FCC mette sul piatto 160 MHz della preziosa banda C superiore, e questo cambia parecchie carte in tavola.
L’occasione è ghiotta per un motivo semplice. SpaceX può spingere avanti i suoi piani sulla connettività satellitare e, allo stesso tempo, gonfiare i prezzi delle aste per rendere la vita più difficile ai tre operatori tradizionali.
SpaceX: cos’è la banda C superiore e perché fa gola a tutti
Per chi non mastica di frequenze, la banda C è quella porzione dello spettro radio che va dai 3,7 GHz ai 4,2 GHz. Ha caratteristiche di propagazione che la rendono una specie di punto d’equilibrio ideale, offre una copertura ampia come le frequenze basse ma con capacità elevata, un po’ come le onde millimetriche. La parte inferiore, tra i 3,7 e i 3,98 GHz, è già molto usata nelle reti 5G a media frequenza negli Stati Uniti, anche se ha un difetto noto, fatica a penetrare il cemento.
La spinta ad andare all’asta ora arriva da una legge, la One Big Beautiful Act, che obbliga la FCC a mettere sul mercato almeno 100 MHz della banda C superiore entro il luglio 2027. Il 22 luglio è previsto un voto per assegnare 160 MHz di questo spettro nel corso dell’anno prossimo. L’obiettivo dichiarato è creare una sorta di super banda continua da 440 MHz, che va dai 3,70 ai 4,14 GHz, sbloccando una quantità enorme di banda per le reti 5G americane.
Vale la pena ricordare che l’ultima grande asta sulla parte bassa della banda C fruttò oltre 80 miliardi di dollari, circa 74 miliardi di euro, la più ricca nella storia della FCC. All’epoca gli operatori satellitari furono costretti a spostarsi verso l’alto. Stavolta invece dovrebbero ricevere compensi economici e incentivi per traslocare, o verso una micro fetta in cima alla banda, tra 4,16 e 4,2 GHz, oppure verso altre frequenze.
Perché questa asta è vitale per SpaceX
Ed eccoci al punto. Oggi SpaceX ha pochissimo spettro terrestre a disposizione, poco più di 65 MHz in totale, tra una porzione di banda AWS-3, una di AWS-4 e una di H-Block. Il problema è che, di questi, solo la piccola fetta di AWS-3 è supportata dalla maggior parte dei telefoni in circolazione. E senza un accordo da operatore virtuale con uno dei tre grandi, non ha una strada semplice per ottenere lo spettro giusto in grandi quantità.
Ecco perché questa asta pesa così tanto. SpaceX intravede la possibilità di mettere le mani su una quantità di spettro pari a circa due volte e mezzo quella che possiede oggi, e per giunta di qualità pregiata. L’operazione non sarà economica, ma i soldi al momento non mancano, tra gli 86 miliardi di dollari raccolti con la quotazione e altri 25 miliardi arrivati recentemente dal mercato obbligazionari.
Anche se non dovesse aggiudicarsi tutto, la sola partecipazione di SpaceX farà lievitare i prezzi, un danno diretto per AT&T, Verizon e T-Mobile. Una tattica già collaudata in una recente asta AWS-3, dove SpaceX aveva puntato inizialmente su sei licenze per poi portarne a casa solo due, lasciando che i concorrenti pagassero molto di più per le quattro rimaste. Il 22 luglio la FCC voterà per tenere l’asta della banda C superiore prima del luglio 2027.