SpaceX ha messo nero su bianco quello che circolava da settimane. Il documento inviato alla SEC, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari statunitensi, conferma l’acquisizione di Anysphere, la startup di San Francisco che ha dato vita a Cursor, uno degli agenti AI per la programmazione più usati in circolazione. Nello stesso giro di ore l’azienda di Elon Musk ha anche annunciato la chiusura della sua offerta pubblica iniziale, per una cifra che ha del clamoroso, 85,7 miliardi di dollari, circa 79 miliardi di euro.
Il modulo depositato, in gergo tecnico chiamato form 8-K, mette ordine in una vicenda che ha cominciato a prendere forma un paio di mesi fa. Allora SpaceX aveva parlato di una collaborazione, oggi si è passati direttamente alla proprietà.
SpaceX entra in pista contro Anthropic e OpenAI
Vale la pena ricordare da dove arriva Cursor. Lo strumento è nato nel 2022 grazie a tre studenti del MIT. L’idea è semplice da spiegare anche a chi non scrive codice per mestiere, l’agente AI permette di generare righe di programmazione in maniera automatica, appoggiandosi sia a modelli sviluppati internamente sia a modelli di altre aziende. Un assistente, in pratica, che fa buona parte del lavoro al posto dello sviluppatore.
Due mesi fa SpaceX aveva messo a disposizione l’infrastruttura Colossus per allenare i modelli di Cursor, ottenendo allo stesso tempo il diritto di comprare la startup. Quel diritto, oggi, è stato esercitato. Ogni azione di Anysphere verrà convertita automaticamente in azioni SpaceX, per un controvalore di 60 miliardi di dollari, vale a dire poco più di 55 miliardi di euro. La startup, da questo momento, diventa una controllata dell’azienda di Musk.
Non mancano le clausole pensate per gli imprevisti. Se l’operazione non dovesse chiudersi entro il terzo trimestre del 2026 per via di un mancato via libera delle autorità antitrust, SpaceX dovrà sborsare una penale da 4 miliardi di dollari. La somma sale fino a 10 miliardi se l’acquisizione venisse fermata per ragioni diverse.
Il vuoto da colmare e il record in Borsa
C’è un motivo molto concreto dietro questa mossa. Musk aveva ammesso senza troppi giri di parole che i prodotti di xAI dedicati alla programmazione non brillavano. Portare Cursor dentro casa potrebbe ridurre il distacco rispetto a chi oggi comanda il settore, vale a dire Claude Code di Anthropic e Codex di OpenAI. Per SpaceX, tra l’altro, si tratta della prima vera operazione finanziaria dopo lo sbarco in Borsa, avvenuto venerdì 12 giugno.
Sul fronte della quotazione i numeri parlano da soli. La sera prima è arrivato l’annuncio della chiusura dell’IPO, con la vendita di 638.888.888 azioni. Gli investitori hanno poi esercitato l’opzione sulle restanti 83.333.333 azioni, esattamente come era stato anticipato qualche giorno prima. Sommando tutto, l’offerta pubblica iniziale ha toccato quota 85,7 miliardi di dollari, un valore mai visto prima.
Il titolo, nella giornata di ieri, ha guadagnato qualcosa come il 20%. E la capitalizzazione di mercato dell’azienda di Musk è schizzata fino a circa 2.900 miliardi di dollari, ossia attorno ai 2.660 miliardi di euro.