Sony dovrà mettere mano al portafoglio, anzi: ai portafogli digitali di tanti utenti. La compagnia ha accettato di versare 7,85 milioni di dollari, pari a circa 7,2 milioni di euro, sotto forma di credito spendibile sul PlayStation Store. Tutto questo nasce da una causa legata ai voucher di gioco, una vicenda che adesso si avvia verso la sua conclusione con un accordo economico già fissato.
Chi rientra nei parametri previsti dall’intesa non riceverà un assegno né un bonifico tradizionale. Il denaro, infatti, finirà direttamente nel wallet del PlayStation Network, ovvero quel salvadanaio virtuale che ogni utente collegato all’account si ritrova già a disposizione per acquistare giochi, contenuti aggiuntivi e abbonamenti. Una soluzione comoda per Sony, certo, ma anche pratica per chi sul Store ci spende abitualmente.
Come funziona il credito previsto dall’accordo
Il meccanismo è abbastanza lineare. La somma assegnata a ciascun avente diritto verrà accreditata nel proprio wallet PlayStation soltanto dopo che si sarà tenuta l’udienza di approvazione definitiva. È questo il passaggio chiave: finché il giudice non dà il via libera finale, nulla si muove. Solo a quel punto il credito comparirà tra i fondi disponibili, pronto per essere utilizzato sugli acquisti consueti.
Si tratta quindi di una tempistica precisa, scandita dai tempi della giustizia. Non c’è un’erogazione immediata, ma una fase di attesa che dipende dal calendario dell’aula. Chi ha titolo per ricevere la propria quota dovrà semplicemente pazientare fino a quando l’udienza non avrà sancito ufficialmente la chiusura del settlement, il termine inglese che indica appunto l’accordo transattivo raggiunto tra le parti.
Cosa significa per gli utenti del PlayStation Store
Per chi possiede un account attivo, la cosa più interessante è proprio la natura del rimborso. Niente liquidità da prelevare, ma credito da bruciare all’interno dell’ecosistema Sony. In pratica, i soldi tornano dentro al circuito da cui sono usciti, restando vincolati agli acquisti digitali della piattaforma.
Questo tipo di formula non è una novità assoluta nel mondo dei grandi accordi che coinvolgono i colossi tecnologici. Spesso, quando si chiude una causa con un’intesa, la compensazione arriva sotto forma di voucher o di crediti spendibili sui servizi dell’azienda stessa, piuttosto che con un rimborso in contanti. Il vantaggio per il consumatore resta comunque concreto, soprattutto per chi sul PlayStation Store macina acquisti con una certa regolarità tra titoli nuovi, espansioni e contenuti scaricabili.