Quando si parla di accessori dimenticati nella storia delle console, Sony PocketStation merita un posto d’onore. Lanciata alla fine degli anni ’90 esclusivamente in Giappone, rappresentava un’idea tanto ambiziosa quanto sfortunata: una memory card che era anche, a tutti gli effetti, una piccola console portatile. Un oggetto ibrido, affascinante, che però non ha mai varcato i confini del mercato giapponese, lasciando milioni di giocatori occidentali senza la possibilità di metterci le mani sopra.
Per capire il contesto in cui nasce PocketStation, bisogna tornare a un momento molto specifico della storia dei videogiochi. Siamo nel pieno della cosiddetta guerra delle Memory Card intelligenti. Il primo colpo lo spara SEGA, che nel 1998 presenta il VMU (Visual Memory Unit) insieme al lancio del Dreamcast. Si trattava di una memory card dotata di un piccolo schermo e di funzionalità interattive, un’idea che all’epoca sembrava quasi fantascientifica. Sony non sta a guardare e risponde all’inizio del 1999 con la sua PocketStation, un dispositivo pensato per la famiglia PlayStation che seguiva una filosofia simile ma con ambizioni tutte sue.
Un accessorio nato per stupire, rimasto confinato in Giappone
Sony PocketStation si presentava come una memory card compatibile con PlayStation, ma con qualcosa in più. Era dotata di un piccolo display, pulsanti e la capacità di far girare mini giochi autonomi, scaricabili da alcuni titoli PlayStation. L’idea era geniale: portarsi dietro una parte dell’esperienza di gioco anche lontano dalla televisione, in tasca, ovunque. Un concetto che, a pensarci bene, ricorda vagamente ciò che oggi Sony propone con PlayStation Portal, anche se ovviamente con tecnologie e finalità molto diverse.
Il problema è che PocketStation non è mai arrivata in Occidente. Le ragioni precise restano un po’ avvolte nel mistero, ma il risultato è chiaro: per la stragrande maggioranza dei giocatori al di fuori del Giappone, questo dispositivo è rimasto poco più di una curiosità, un nome letto su qualche rivista dell’epoca o scoperto anni dopo navigando online. Un vero peccato, considerando quanto fosse innovativa come proposta per quegli anni.
Il legame ideale con PlayStation Portal
Guardando indietro, è difficile non notare un filo conduttore tra Sony PocketStation e il concetto alla base di PlayStation Portal. Entrambi i dispositivi nascono dalla stessa intuizione: estendere l’esperienza PlayStation oltre il salotto, oltre la console principale, portandola con sé. Certo, PocketStation lo faceva in modo rudimentale, con mini giochi e un display minuscolo, mentre Portal punta sullo streaming remoto dei giochi PS5. Ma la filosofia di fondo non è poi così diversa.