L’abbandono dei dischi da parte di Sony ha fatto scattare la reazione della Digital Entertainment and Retail Association del Regno Unito, che parla apertamente di una scelta pensata più per convenienza aziendale che per il bene di chi compra e gioca. In sostanza l’associazione accusa la casa giapponese di sacrificare la libertà dei consumatori sull’altare della comodità interna, e lo dice senza troppi giri di parole.
A prendere posizione è stata Kim Bayley, amministratrice delegata dell’associazione. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni: l’annuncio secondo cui i giochi più importanti non arriveranno più su disco viene definito una vittoria della comodità aziendale sulla libertà di scelta dei consumatori. Un colpo diretto, insomma, verso una decisione che riguarda milioni di persone e che, a detta dell’associazione, taglia fuori una fetta di pubblico ancora molto attiva.
Il mercato fisico non è affatto morto
I numeri raccontano una storia diversa da quella che ci si aspetterebbe. Secondo i dati citati da ERA, il 25% degli utenti sotto i venticinque anni continua a usare i dischi, e questo dettaglio smonta l’idea che il supporto fisico sia roba da nostalgici sopra una certa età. Anzi. Il mercato dei videogiochi su supporto fisico ha superato i 300 milioni di sterline nel 2025, cifra che dimostra come esista ancora un pubblico numeroso e affezionato ai giochi confezionati.
I rivenditori, poi, questa domanda la vedono ogni giorno sul campo. I titoli in formato fisico portano gente nei negozi e offrono qualcosa di concreto: la possibilità di regalare un gioco, di collezionarlo, di rivenderlo quando non serve più. Tutte cose che con il digitale, semplicemente, non si possono fare allo stesso modo.
Una decisione che difficilmente cambierà
Il problema, per chi spera in un ripensamento, è che l’Europa non sembra in grado di fermare questo addio. La produzione di dischi PlayStation è già stata ridotta e la macchina sembra ormai avviata in una direzione che difficilmente verrà invertita. Anche l’associazione consumatori olandese ha visto in questa mossa la conferma definitiva delle intenzioni di Sony.
Bayley insiste sul punto che considera centrale. L’industria dovrebbe sostenere ogni modalità legittima con cui i consumatori vogliono acquistare i videogiochi, non ridurne le possibilità. La distribuzione digitale ha cambiato il settore ed è diventata popolarissima, questo nessuno lo nega, ma secondo lei dovrebbe affiancare i formati fisici, non cancellarli.