La possibile acquisizione di SFR in Francia entra in una fase decisiva. Nella giornata del 17 aprile 2026, i tre principali operatori francesi, ovvero Free (Iliad Group), Orange e Bouygues Telecom, hanno annunciato di aver presentato una nuova offerta per rilevare gli asset telco di SFR, avviando trattative esclusive con il Gruppo Altice France. Una mossa che potrebbe ridisegnare completamente il panorama delle telecomunicazioni francesi, riducendo da quattro a tre il numero degli operatori mobili nel Paese.
La storia di questa operazione non nasce oggi. Già a ottobre 2025 il consorzio formato da Free (Iliad Group), Orange e Bouygues Telecom aveva messo sul tavolo una prima offerta non vincolante per acquisire gran parte delle attività di telecomunicazioni di Altice France, che controlla appunto SFR. Quella proposta, però, era stata respinta. Poi, il 22 gennaio 2026, le discussioni erano riprese, con l’avvio di una fase di due diligence che si era aperta a inizio anno.
Ora, completati i lavori di analisi, il consorzio è tornato alla carica con un’offerta che riflette un valore aziendale complessivo di 20,35 miliardi di euro per gli asset di Altice France oggetto dell’operazione. Altice France ha concesso ai tre operatori un periodo di esclusiva fino al 15 maggio 2026, entro il quale dovranno essere definiti i termini e la documentazione della transazione.
Come verrebbero spartiti gli asset di SFR tra i tre operatori
L’offerta presentata dal consorzio riguarda la maggior parte degli asset gestiti da Altice France (SFR), con alcune esclusioni significative: restano fuori le partecipazioni in ACS/Intelcia, XP Fibre, Ultraedge e Altice Technical Services, oltre alle attività del gruppo nelle regioni e nei dipartimenti d’oltremare francesi.
La suddivisione prevista è piuttosto articolata. L’attività e la clientela del segmento Business (B2B) verrebbero rilevate interamente da Bouygues Telecom. Il segmento consumer (B2C), invece, sarebbe condiviso tra tutti e tre gli operatori. Per quanto riguarda le restanti attività e risorse, incluse infrastrutture e spettro, anche queste sarebbero ripartite tra Bouygues Telecom, Free (Iliad Group) e Orange. Fa eccezione la rete mobile di SFR nelle aree a bassa densità di popolazione, che andrebbe a Bouygues Telecom.
In termini economici, la ripartizione del prezzo vedrebbe circa il 42% a carico di Bouygues Telecom, il 31% per Free (Gruppo Iliad) e il 27% per Orange.
Cosa comporterebbe l’operazione e quali sono i prossimi passaggi
Nel comunicato congiunto diffuso dai quattro soggetti coinvolti, viene sottolineato che questa operazione industriale, pur garantendo continuità per i clienti SFR in un mercato maturo, consentirebbe di rafforzare gli investimenti nella resilienza delle reti a banda ultralarga, nella sicurezza informatica e nell’innovazione legata a nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale. Il consorzio parla anche di consolidamento del controllo sulle infrastrutture strategiche in Francia e del mantenimento di un ecosistema competitivo a beneficio dei consumatori.
L’operazione viene definita “socialmente responsabile” e, secondo gli operatori, contribuirebbe a sostenere l’intera economia digitale e il settore delle telecomunicazioni francesi.
Restano però diversi passaggi obbligati. L’operazione sarà soggetta a consultazione con le rappresentanze sindacali competenti e, successivamente, all’esame delle autorità di controllo, in particolare per le linee guida in materia di controllo delle concentrazioni. Free (Iliad Group), Orange e Bouygues Telecom hanno inoltre precisato che, allo stato attuale, non vi è alcuna certezza che l’offerta si concretizzi in un accordo definitivo.