La seta è uno dei materiali più antichi che l’umanità conosca, utilizzata da oltre 8.500 anni in ogni angolo del mondo. Eppure, proprio quando sembrava che non avesse più nulla da offrire oltre al fascino della tradizione, un gruppo di ricercatori ha trovato il modo di trasformarla in qualcosa di completamente diverso. Parliamo di un supermateriale che è trasparente, biodegradabile e dotato di una resistenza meccanica che fa impallidire la maggior parte dei materiali sintetici oggi in circolazione.
Da fibra antica a materiale quasi indistruttibile
Il risultato ottenuto dal team di ricercatori è notevole, e vale la pena capire cosa lo rende così speciale. La seta, nella sua forma naturale, è già un materiale con proprietà interessanti: è leggera, flessibile e ha una certa resistenza. Ma nessuno si sarebbe aspettato che potesse essere portata a un livello tale da competere con il Kevlar, quella fibra sintetica che tutti associano ai giubbotti antiproiettile. Eppure è esattamente quello che è successo. Il supermateriale ricavato dalla seta presenta una resistenza meccanica paragonabile proprio a quella del Kevlar, il che apre scenari davvero impensabili fino a poco tempo fa.
La cosa ancora più sorprendente è che questo nuovo materiale mantiene caratteristiche che il Kevlar non può vantare. È trasparente, il che lo rende potenzialmente adatto a impieghi dove la visibilità conta. Ed è biodegradabile, un dettaglio che in un’epoca ossessionata giustamente dalla sostenibilità ambientale non è affatto secondario. Il Kevlar, per fare un confronto, è un derivato del petrolio e non si degrada facilmente nell’ambiente. La seta trasformata in supermateriale, invece, potrebbe rappresentare un’alternativa ecologica a tutta una serie di materiali sintetici ad alte prestazioni.
Il potenziale nascosto della seta era lì da sempre
Quello che colpisce di questa scoperta è che il punto di partenza è un materiale che gli esseri umani conoscono e lavorano da millenni. La seta non è certo una novità. Ma evidentemente il suo vero potenziale era rimasto in gran parte inesplorato. I ricercatori sono riusciti a sbloccare proprietà che nessuno aveva ancora portato alla luce, dimostrando che a volte le risposte ai problemi più moderni si trovano nei materiali più antichi.
La combinazione di resistenza meccanica elevata, trasparenza e biodegradabilità rende questo supermateriale derivato dalla seta un candidato interessante per applicazioni che vanno ben oltre il settore tessile tradizionale. Si potrebbe pensare a componenti per l’elettronica flessibile, a pellicole protettive, o a dispositivi medici che devono essere resistenti ma anche compatibili con l’ambiente biologico. Il fatto che la seta sia una risorsa naturale e rinnovabile aggiunge un ulteriore livello di attrattiva.