Girasoli viola alti come una casa, con tanto di nonnina sorridente messa lì per far capire le proporzioni. Rose con petali arcobaleno. Piante dalle foglie a forma di farfalla, di uccello, addirittura di testa di gatto. Sono i semi di piante inesistenti create con l’AI che stanno riempiendo Amazon, eBay ed Etsy, con immagini talmente spettacolari da sembrare uscite dalla giungla aliena di Avatar. Il problema è che nessuna di queste piante esiste davvero.
Eppure, su queste piattaforme di e-commerce, migliaia di buste di semi vengono vendute proprio con queste foto finte. Hosta che sembrano crostacei mostruosi, fiori nei colori della bandiera americana, qualsiasi cosa la fantasia di un algoritmo possa partorire in mezzo minuto.
Come funziona la truffa dei semi che l’AI ha reso industriale
La truffa dei semi non è certo nata ieri, esisteva già molto prima dell’intelligenza artificiale generativa. Solo che prima, per creare l’immagine fotorealistica di una pianta impossibile, servivano Photoshop e un minimo di competenza. Adesso basta scrivere due righe di prompt e in trenta secondi il gioco è fatto. Il risultato è una valanga di inserzioni con fiori che non esistono, sparse un po’ ovunque.
Chi ci casca riceve semi che possono appartenere a una pianta completamente diversa da quella pubblicizzata, oppure che non germogliano proprio. Per il truffatore il costo è ridicolo. Una busta, l’affrancatura, un sacchetto di plastica e qualche ora spesa a raccogliere semi a caso, come ha spiegato un moderatore di Reddit. Il prezzo di vendita resta basso, ma abbastanza gente compra da far tornare i conti. E questo, alla fine, è tutto quello che serve a chi mette in piedi la truffa.
Il rischio nascosto e le piattaforme che arrancano
Buttare via i soldi è il danno più evidente, ma ce n’è uno meno visibile e forse più serio. Chi pianta senza saperlo semi di una specie diversa da quella ordinata rischia di introdurre specie invasive nel proprio ambiente. Nel 2023 ben tre stati americani hanno diramato avvertimenti contro la semina di semi arrivati per posta, proprio come parte di una truffa piuttosto diffusa in quel periodo.
Poi c’è la questione dei risultati di ricerca inquinati dalle immagini AI. Un moderatore di r/mycology ha raccontato che a un certo punto, cercando su Google Immagini una cosa tipo “semi di rose esotiche”, quasi tutti i risultati erano foto generate o ritoccate di fiori finti. Non vengono ingannati solo i compratori, insomma. Anche i motori di ricerca finiscono per confondersi su come appaiano davvero le piante reali.
Dal canto suo, eBay sostiene di avere politiche e controlli per individuare e bloccare le attività fraudolente, comprese le immagini fuorvianti generate dall’AI. Amazon ed Etsy, invece, non hanno risposto alle richieste di commento. Su Reddit e Facebook le comunità di appassionati di piante si avvisano a vicenda sui siti sospetti, ma per ogni venditore bannato ne spuntano altri dieci. L’intelligenza artificiale ha reso la creazione di queste inserzioni così rapida ed economica che le piattaforme, semplicemente, non riescono a stare al passo.